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Il razzismo sta diventando legge

Autore: . Data: mercoledì, 6 maggio 2009Commenti (0)

Comincia l’ultima fase per l’approvazione del disegno di legge sulla sicurezza.

razzismo1Dopo le critiche di ieri del presidente della Camera, Gianfranco Fini, ed un vertice della maggioranza ieri mattina, la norma che avrebbe impedito ai figli dei migranti senza permesso di soggiorno di andare a scuola è stata accantonata.

Il ministro degli Interni, il leghista Roberto Maroni, dopo la riunione ha detto: “Abbiamo trovato l’accordo nella maggioranza sui contenuti del ddl sicurezza e cambierà la norma sui presidi-spia e quella anti-racket che tornerà come era stata approvata dal Senato”.

E’ interessante notare che lo stesso ministro ispiratore ha chiamato il provvedimento “presidi-spia”. La cancellazione, tuttavia, non attenua la gravità e lo spirito razzista dell’intera legge. Donatella Ferranti, capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, ha annunciato una dura ‘battaglia parlamentare’ sul pacchetto sicurezza del Governo: “Ancora oggi in commissione – ha sottolineato – ci siamo appellati alla maggioranza e al governo per la cancellazione del reato di immigrazione. Si tratta di una norma intollerabile ed indecente che ‘legalizza’ la xenofobia e rappresenta un brutto precedente per la nostra democrazia che viene profondamente contagiata da un reato che punisce per quello che si è e non per quello che si fa. Il ricorso alla fiducia sul pacchetto sicurezza sarebbe un vergognoso ‘patto di governo’, un compromesso elettorale sulla pelle dei diritti fondamentali”.

Anche il nodo ronde rimane aperto. La loro istituzione ha raccolto durissime critiche. Ieri durante una manifestazione davanti alla Camera, organizzata da tutti i sindacati di polizia, i segretari del Siulp, Siap-Ansp, Silp-Cgil, Ugl, Confap-Italia Sicura, Coisp e Uilps hanno ribadito unitariamente che “riproporre il disegno di legge sulle ronde è destabilizzante per il sistema sicurezza del paese e pericoloso per i cittadini” perché “non ci sembra che le ronde abbiano a che fare con la sicurezza”.

Gli agenti erano anche molto contrariati per i ritardati pagamenti degli straordinari: “I poliziotti sono stanchi di anticipare con il proprio esiguo stipendio le risorse per far funzionare la macchina della sicurezza”.

I rappresentanti delle forze dell’ordine hanno chiesto al governo: “Ci spieghi cosa dovrebbero fare di diverso le ronde da tutti gli altri cittadini che, senza bisogno di riunirsi in associazioni non armate chiamano il 113″. Secondo i sindacati il disegno del centro-destra è chiaro “e nessuno lo dice, sta nel fatto che si autorizza un controllo del territorio illegittimamente sottratto, di fatto, alla competenza esclusiva delle forze di Polizia”.

I poliziotti oltre a non volere le ronde hanno denunciato i tagli al bilancio che hanno colpito le forze dell’ordine ed soprattutto hanno detto no “all’ubriacatura populista che continua a mietere vittime” in una “continua e sempre più incalzante erosione del sistema delle regole e dei diritti”.

I sindacalisti hanno poi concluso: ‘Intendiamo denunciare la politica del Governo, che è basata esclusivamente sugli annunci, non individua alcuna risorsa aggiuntiva per il comparto sicurezza e ripropone l’istituzione delle ronde come unico strumento per migliorare la tutela dell’ordine pubblico. La scelta di appaltare a un servizio fai da te una funzione centrale e fondamentale come la sicurezza va respinta senza esitazione, richiamando il Governo all’esigenza di varare investimenti immediati per evitare di portare al collasso le forze di polizia”.

Rimane nella legge anche la norma che permette la detenzione dei migranti nei ‘Centri di identificazione ed espulsione’ per sei mesi. Altrettanto odioso è il gioco delle tre carte fatto sulla cosidetta norma sul racket. Secondo la nuova normativa (a differenza di quanto era stato deciso al Senato) torna l’esclusione dagli appalti pubblici per gli imprenditori che sottoposti ad estorsione non denunciano il reato. Salvo che saranno perrdonati gli omertosi “per necessità”. Come se subire il ricatto del crimine organzzato possa essere una scelta volontaria.

I contenuti di questa legge sono per alcuni aspetti inaccettabili anche per alcuni deputati della maggioranza e così le votazioni che dovevavo cominciare ieri sono state spostate a stamattina.

All’avvio della seduta dell’Aula per cominciare l’esame e votare, il presidente della commissione Affari costituzionali, Donato Bruno, ha sostenuto che alla luce dell’intesa raggiunta nella maggioranza in mattinata su antiracket e presidi, fosse necessario un accurato pre-esame delle proposte di modifica da parte del comitato dei 18. Non sapendo prevedere quanto tempo la discussione avrebbe potuto richiedere, Bruno ha proposto il per portare in Aula un provvedimento compiutamente istruito per l’esame.

Ma non sembra sarà facile trovare l’intesa ed allora  Roberto Cota, capogruppo della Lega Nord, ha detto: “È probabile che sulla legge ci sarà la fiducia, comunque decideremo domani. La Lega Nord è soddisfatta perchè dall’accordo raggiunto a livello di maggioranza è emersa la piena intesa politica di tutte le cose che ci stanno a cuore”.

Oggi si vedranno gli sviluppi.

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