Il nucleare non piace
Nonostante i messaggi roboanti del governo un sondaggio mostra che gli italiani sono sempre meno favorevoli alle centrali di Berlusconi. Intanto i carburanti aumentano di prezzo.
Si raffredda il consenso verso il ritorno al nucleare. I favorevoli sono oggi il 43 per cento, rispetto al 51 registrato a giugno 2008. A riferirlo è l’ultima rilevazione demoscopica effettuata da Ipsos, l’istituto di ricerca guidato da Nando Pagnoncelli, che presenterà l’intero sondaggio in occasione del Festival dell’Energia che aprirà i battenti giovedì prossimo a Lecce.
La ricerca dell’Ipsos, condotta mediante interviste telefoniche, “presenta interessanti scostamenti rispetto alle stesse rilevazioni condotte nel giugno del 2008″, come hanno reso noto gli organizzatori del Festival.
L’istituto di ricerca ha posto al campione anche un’altra domanda: “Quale energia tra 20 anni?”. La domanda, proposta richiedendo una previsione rispetto a quali Paesi potrebbero avere maggior “successo” rispetto alle proprie scelte energetiche, metteva gli intervistati nelle condizioni di considerare la politica energetica futura dei singoli Stati.
A questo quesito, certamente impegnativo, solo l’8 per cento ha risposto che “avranno successo” i Paesi che hanno investito sul nucleare, contro il 25 per cento della precedente indagine del 2008
Inoltre, il campione ha puù fiducia nei Paesi che investiranno sulle fonti rinnovabili, perchè potranno meglio contemperare sviluppo e protezione dell’ambiente, e quindi “avranno successo”.
Alessandro Beulcke, presidente di Aris, l’agenzia che organizza il Festival ha commentato: “Si tratta di dati che fanno riflettere e che certamente sono influenzati sia dalle nettissime scelte di politica energetica di Barack Obama sia dal consistente calo del prezzo del petrolio”.
A questo proposito si sono verificati rincari per i prezzi dei carburanti. La benzina, secondo le rilevazioni di Quotidiano Energia, è salita a 1,259 euro al litro. Il gasolio è tornato sopra quota 1,1 euro al litro, per la prima volta in 5 mesi.
Secondo le statistiche dell’Unione petrolifera, quello di oggi è per il diesel il massimo dal 15 dicembre, mentre la benzina non arrivava all’attuale cifra da 7 mesi, cioè dalla fine di ottobre, quando il prezzo medio era di 1,267 euro al litro.


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