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Elezioni: ieri Alitalia, oggi i migranti

Autore: . Data: mercoledì, 13 maggio 2009Commenti (0)

La strategia di Berlusconi per le europee è chiara. Il razzismo italiano è maturo, i sondaggi gli danno ragione e come l’anno scorso si è sacrificata la Compagnia di bandiera, oggi si usano gli stranieri.

vota-antonioAlle politiche del 2008 tra le ‘trovate’ elettorali del Cavaliere c’era Alitalia. L’accordo con Air France-Klm sarebbe stato un successo per il governo Prodi in affanno e l’opinione pubblica, già ben indottrinata, considerava i lavoratori delle linee aeree di Stato dei privilegiati. Così fu lanciata la favola dell’italianità e con la compiacente collaborazione di alcuni sindacati e dei media l’operazione fu fatta saltare.

Il risultato oggi è sotto gli occhi di tutti: alla fine Alitalia ha visto entrare i francesi lo stesso, oltre diecimila persone sono rimaste a casa, le casse pubbliche dovranno rifondere circa tre miliardi di debiti, azionisti ed obbligazionisti hanno perso quasi tutto, gli aerei viaggiano in ritardo più di prima, Cai è diventata un’azienda molto più piccola della vecchia Compagnia, i diritti dei lavoratori sono stati limitati oltre qualsiasi previsione.

Però, anche grazie a quella campagna, le elezioni sono andate bene per il centro destra ed oggi il Capo ha pensato di ripetere lo stesso ritornello, cambiando solo il ‘nemico’.

“La sinistra aveva aperto le porte, la sinistra era ed è quella di un’Italia multietnica: la nostra idea non è così, è quella di accogliere solo chi ha le condizioni per ottenere l’asilo politico”, ha gridato il premier qualche giorno fa.

Mentre alla Camera si è deciso di far votare senza dibattito una legge che prevede cose odiose come le ronde, il reato di clandestinità, la reclusione fino a sei mesi per gli stranieri in attesa di conoscere il proprio destino in Italia, la tassa sulla cittadinanza, il registo dei senza tetto ed altre ‘amenità’ del genere, il ministro Maroni ha deciso di avviare la pratica della deportazione dei migranti.

Era chiaro che sarebbero esplose le polemiche, da parte dell’Onu, degli organismi internazionali, della Chiesa cattolica, delle associazioni di ogni tipo che difendono i diritti civili dei cittadini (non solo quelli degli stranieri).

Era uno scontro atteso e voluto, perchè al Cavaliere non importa distruggere la coscienza civile del Paese, interessa vincere le elezioni. I sondaggi dicono che ‘mazzolare gli stranieri’ è utile e ben vengano allora le botte.

Nel caso di Alitalia nessuno si spaventò per la valanga di lettere, telefonate ai giornali ed alle televisioni o per gli interventi sui blog, dove gli italiani volevano che i lavoratori Alitalia fossero ‘licenziati tutti’.

Nessuno si rendeva conto del cinismo di quegli atteggiamenti. Persone che mai erano salite su un aereo, che nulla sapevano di aviazione civile, che avevano a casa almeno un figlio disoccupato, un parente con contratto temporaneo, uno zio con una pensione da fame, volevano ‘cacciar via’ dal posto di lavoro altre persone, vederle per una strada di affanni, umiliate e disperate.

Anzi, si alimentarono quei sentimenti, si raschiò il barile della lotta di poveracci contro poveracci, nascondendo le responsabilità del Palazzo e del management dell’Alitalia nella crisi della Compagnia, rendendo colpevoli altri, i dipendenti.

Ad un anno esatto il gioco si ripete. Questa volta sono donne, bambini, uomini disperati i ‘nemici’ ai quali far vedere che il governo italiano è “cattivo”, per usare le parole del ministro Maroni, e che ‘punisce’ gli intrusi.

Un Paese un tempo sensibile e sentimentale, accogliente e civile è diventato un luogo di apartheid, di violenza, di egoismo. Anche grazie ai media si è coltivata la paura per i diversi: gli ‘zingari’ che rubano i bambini, i ‘rumeni’ che violentano le donne, gli africani che fanno i ‘vucumprà’, i cinesi che lavorano come bestie.

Gli italiani si sono scoperti censori, dimenticando che la mafia, la n’drangheta e la camorra sono tra i principali commercianti di droga nel mondo. I colpevoli del traffico sono diventati gli spacciatori da strada. Le case in affitto dove i migranti vivono in venti in sei metri quadri, dormendo a turno perchè lo spazio è poco, ma che costano come suite di alberghi a quattro stelle, producendo redditi esentasse per i prorpietari ‘bianchi’, non sono motivo neppure per un trafiletto di tre righe su un giornale. Lo stesso per il commercio dei permessi di soggiorno, per i ‘datori di lavoro’ che in cambio di un certificato decurtano i salari e fanno pagare i contributi alle badanti straniere. Ben vanga l’espulsione di ragazze minorenni bulgare, bielorusse o albanesi che battono sui marciapiedi, trattate come schiave, ma per gli italiani-clienti ‘sconcie’ (dopo la prestazione) e da ‘eliminare’. Tanto ne arriveranno altre, saranno recluse in bordelli clandesitini (affittati da indigeni e ben pagati) e gli italiani-clienti saranno lo stesso a posto.

Il Cavaliere ha detto ieri: “Questi barconi non sono fatti occasionali, ma il frutto di una organizzazione criminale che offre a chi vuole venire in Italia la possibilità di venirci a pagamento. Queste persone sono persone che hanno pagato un biglietto, non sono persone spinte da una loro speciale situazione all’interno di Paesi dove sarebbero vittime di ingiustizie, ma sono reclutate dal mondo del lavoro o del non lavoro in maniera scientifica dalle organizzazioni criminali”.

La speranza che non sappia di cosa parla è illusione. Perchè si tratta di una ricostruzione talmente falsa da far paura. In Somalia, Afghanistan, Iraq, Eritrea, Sudan-Darfur (per citare solo alcuni Paesi) si fugge a causa di guerre terribili, in gran parte armate, finanziate e volute da potenze straniere. I profughi attraversano deserti a piedi, in viaggi di mesi, si ritrovano sulle spiaggie della Turchia, della Libia, della Tunisia a lavorare come dannati anche per uno o due anni pur di mettere insieme i soldi del ‘bliglietto’ e spesso pagano funzionari di polizia corrotti, dipendenti pubblici collusi col crimine e capita pure personale diplomatico per un visto pur di andar via dall’inferno. Senza sapere che dove arriveranno ne troveranno un altro.

Nessuno è stato ‘scelto’, ma ha dovuto scegliere. Perchè oltre a chi fugge dalle pallottole che uccidono, ci sono quelli che scappano dalla fame che altrettanto uccide. Le parole di Berlusconi ricalcano perfettamente i discorsi da bar dello sport di cittadini disinformati ed ignoranti, imbeccati dalla propaganda e convinti di essere civili e cristiani.

Civili quando auspicavano il licenziamento di altri cittadini, cristiani quando discriminano chi ha una pelle di colore diverso.

Le prossime settimane vedranno il nuovo ‘nemico straniero’ al centro del dibattito, su giornali ed in tv, mentre l’opposizione non ha la capaicità di contrastare questo scempio. Alcuni esponenti del Pd, Fassino e Rutelli, sono arrivati a giustificare le deportazioni, aggiungendo alla rozza interpretazione dei fatti del centro-destra proposte altrettanto ciniche e improponibili.

Intanto quel che resta della coscienza civile degli italiani è ormai sulla via della discarica, luogo caro alla propaganda del governo. Le previsioni offrono a Berlsuconi un pronostico da plebiscito e probabilmente il premier stravincerà. Peccato, si ritroverà tra le mani un Paese di cui vergognarsi.

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