I Mastella rinviati a giudizio
Il provvedimento non significa in nessun caso colpevolezza, tuttavia mostra che non ci fu una ‘macchinazione’ senza ‘prove’ come da più parti si era sostenuto.
La procura della Repubblica di Napoli ha chiesto il rinvio a giudizio del leader dell’Udeur Clemente Mastella e della moglie Sandra Lonardo, presidente del consiglio regionale della Campania, nonchè di altri imputati coinvolti nell’inchiesta su presunti illeciti nell’assegnazione di incarichi e appalti.
La richiesta, firmata dal procuratore Giovandomenico Lepore e dal pm Francesco Curcio, è stata trasmessa al giudice per le indagini preliminari Sergio Marotta che nei prossimi giorni fisserà la data dell’udienza preliminare. La notizia del deposito della richiesta di giudizio è trapelata oggi in ambienti giudiziari.
Nel febbraio scorso la procura di Napoli – alla quale gli atti erano stati trasmessi per competenza territoriale dai pm di Santa Maria Capua Vetere che avevano avviato l’inchiesta – aveva emesso gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari.
I pm di Napoli in quella circostanza avevano escluso il reato di associazione per delinquere, ipotizzato nella prima fase delle indagini, confermando invece a vario titolo una serie di accuse che vanno dalla concussione, abuso di ufficio e rivelazione del segreto di ufficio.
È presumibile che nella richiesta di rinvio a giudizio appena depositata l’impianto sia rimasto identico, con l’esclusione del reato associativo e la riformulazione delle accuse contestate nell’avviso di conclusione delle indagini.
Mastella, dopo essere stato ministro nel governo Prodi fece cadere l’esecutivo a causa dell’arresto della moglie, avvenuto durante lo svolgimento della prima parte dell’inchiesta. Adesso e candidato alle lezioni europee per nello schieramento opposto, nelle liste del Pdl.


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