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G8 università: la polizia carica gli studenti

Autore: . Data: martedì, 19 maggio 2009Commenti (0)

Il volto ‘cattivo’ del governo, nella parole del ministro dell’Ireno, Roberto Maroni si è manifestato anche ieri a Torino. Cariche di polizia e incidenti durante le contestazioni al  Summit delle università. Ed oggi c’è la manifestazione nazionale.

torinoIeri mattina la polizia ha caricato due volte alcune decine di ragazzi che protestavano contro il G8 dell’università in corso nel capoluogo piemotese. I giovani avevano lanciato uova e fumogeni contro gli agenti, ma la reazione delle forze dell’ordine è apparsa decisamente sproporzionata.

Mentre era in corso un corteo, davanti al Castello del Valentino, dove poco prima i manifestanti avevano lanciato contro la polizia uova e, secondo alcuni dei bengala, mentre secondo altri buste di acqua.Gli agenti hanno caricato per la prima volta,  bloccato e identificato tre ragazzi, tra cui due stranieri e un italiano.

La seconda carica è avvenuta invece in piazza Carlo Felice, non lontano dalla stazione ferroviaria di Porta Nuova, e almeno una persona è stata bloccata e identificata.

L’Onda si era mossa da palazzina Aldo Moro occupata in direzione del parco del Valentino, all’interno del quale è situato il castello che ospita il vertice dell’università. Gli studenti, secondo una loro ricostruzione “si sono divisi in 3 gruppi, effettuando diversi blocchi della viabilità cittadina. La polizia, presente in forze a protezione del summit, si è schierata ed è stata nuovamente “inOndata” da gavettoni d’acqua e uova. Ciò ha scaturito la reazione della celere che ha caricato gli studenti, facendo 3 fermi, 2 ragazzi greci ed 1 di Milano”.

Sempre secondo gli studenti “L’Onda ha quindi ripreso il suo cammino verso il centro cittadino, passando da via Marconi, esigendo l’immediata liberazione dei 3 studenti fermati. E’ stato effettuato quindi un nuovo blocco in corso Vittorio Veneto, arteria cruciale del traffico cittadino, che è stato mandato nuovamente in tilt. Anche qui una polizia nervosa si è ri-schierata, pronta a riprender in mano i manganelli. L’Onda ha perseverato nella sua principale pratica, il blocco dei flussi di viabilità metropolitana, che han caratterizzato tutto l’autunno di mobilitazione studentesca, dirigendosi e paralizzando il vialone antistante la stazione di Porta Nuova”.

A quel punto la manifestazione si è diretta “all’imbocco di via Roma, corso-vetrina della città, continuando ad alimentare la situazione di caos della viabilità che permane dal primo mattino. La celere ha qui nuovamente e violentemente caricato a freddo gli studenti dell’Onda, provocando diversi feriti ed effettuando alcuni fermi: grazie alla determinazione degli studenti, che hanno improvvisato una barricata lungo la strada con cassonetti e transenne, i fermati sono stati rilasciati in pochi minuti”.

La tecnica di ‘mandare il traffico in tilt’ scelta dal movimento degli studenti non favorisce nè un collegamento con gli altri cittadini, nè alcun risultato politico di rilevo e favorsice situazioni di tensione.

Tuttavia anche una ricostruzione Rifondazione comunista rileva la durezza eccessiva della reazione della polizia. I segretari provinciali e regionali del partito, Renato Patrito e Armando Petrini, e i consiglieri regionali Juri Bossutto e Tommaso D’Elia hanno detto: “Tra piazza Carlo Felice e via Roma c’è stata una carica a freddo sugli studenti che esponevano uno striscione, mentre era in corso una trattativa con la Digos per non far degenerare la situazione”. Tra le persone ferite nel parapiglia, ha riferito Rc, c’era “uno studente che ha riportato un trauma cranico e la compagna Eleonora Forenza, della segretaria nazionale del Prc, che ha riportato la frattura del gomito. Riteniamo grave il comportamento della celere, che ha deciso di far salire le tensioni in vista della manifestazione prevista per domani (oggi per chi legge, ndr). Ci auguriamo che prevalga il buon senso e non la logica della contrapposizione”.

A riguardo della manifestazione di oggi gli studenti hanno comunicato: “Sappiamo che troveremo forte resistenza dalle forze dell’ordine, ma non siamo per niente intimiditi. Domani porteremo in piazza centinaia, forse migliaia, di studenti, compatti e molto determinati a farsi sentire”. A Torino sarebbero attesi “venti pullman da tutta Italia, sei da Roma, quattro da Napoli, e poi da Genova, Pisa, Firenze e Padova, oltre ad un treno speciale da Milano”. Il corteo di oggi dovrebbe partire alle 10.30 da Palazzo Nuovo, nelle vicinanze del quale sono accampati gli studenti che da tutta Italia sono già arrivati a Torino, per avvicinarsi il più possibile al Castello del Valentino, dove per le 14, è prevista la chiusura dei lavori del vertice. “Il rettore del Politecnico, Francesco Profumo, si è detto disponibile a incontrarci – hanno proseguito i manifestanti – ma noi non accorreremo come servi al primo richiamo dell’imperatore. Accetteremo il dialogo soltanto se dichiareranno annullato e fallito questo insostenibile G8″.

Il clima per la giornata non si annuncia rassicurante, perchè l’atteggiamento duro delle forze dell’ordine coincide con una proposta politica dell’Onda etremamente debole, come quella di dichiarare “annullato” il vertice di Torino.

A surriscaldare il clima, una aggressione di cui sarebbe stato vittima uno studente napoletano, che però si è rifiutato di la propria identità. Il ragazzo ha raccontato, nelle aule del palazzetto Aldo Moro occupato dai giovani dell’Onda, di essere stato aggredito nella notte, sul treno che da Napoli lo portava a Torino, da tre giovani dal capo rasato, che con un coltello arroventato gli avrebbero tatuato sul polso un simbolo simile alla svastica.

Sul braccio del ragazzo, 23 anni, studente di Scienze Politiche e attivista di una radio locale, c’erano in effetti tagli e bruciature, che secondo il suo racconto sarebbero state procurate “da un grosso coltello, prima arroventato con un accendino”.

Il giovane ha poi aggiunto: “Indossavo al braccio una fascetta dell’Ezln (esercito di liberazione zapatista, ndr) con la stella rossa e un ciondolo con la stella a cinque punte e per questo hanno capito che andavo alla manifestazione e quando, verso l’una di stanotte, sono uscito dallo scompartimento per fumare una sigaretta, tre ragazzi robusti e dal capo rasato mi hanno bloccato e aggredito”. Lo studente non ha sporto denuncia ed ha aggiunto di aver subito l’aggressione “in silenzio e senza reagire”. “Gli aggressori – ha continuato – sono stati molto veloci e non mi hanno nè insultato nè picchiato. Dopo avermi inciso una svastica sul polso, sono subito scappati”.

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