Fini: la nuova destra liberale
Il presidente della Camera è ormai l’unico politico italiano a fare proposte chiare. Orientate ai valori della destra classica europea ieri ha difeso la laicità dello Stato, usando parole che neppure a sinistra si osano più pronunciare.
Mentre la confusione nel Palazzo sta trasformando l’approssimazione di un personale politico di basso livello in caos puro, con poche parole, dure come l’acciaio, Giancarlo Fini ha aperto una voragine nel pantano che da mesi blocca qualunque ragionamento sui diritti civili in Italia: “Il Parlamento deve fare leggi non orientate da precetti di tipo religioso”.
Dal caso di Eluana Englaro, alla questione dell’immigrazione, fino alla procreazione assitita o alle unioni di fatto la frase del presidente della Camera ha aperto un dibattito che era stato seppellito dal Partito democratico, preoccupato di spaccarsi sulla questione religiosa.
Non smentendo la sua collocazione moderata, Fini ha anche spiegato che “il dibattito sulla bioetica è complesso e mi auguro che venga affrontato senza gli eccessi propagandistici che ci sono stati da entrambe le parti, perchè queste sono questioni nelle quali il dubbio prevale sulle certezze”.
Consapevole della deriva populista e autoritaria del governo, che si eprine a colpi di voti di fiducia sulle leggi più importanti e che svuota il ruolo del Parlamento, il presidente della Camera ha aggiunto di vedere di buon grado una modifica costituzionale che realizzi “un nuovo equilibrio tra il potere legislativo del Parlamento e il governo” perchè l’esecutivo “ha ragione quando dice che i tempi delle decisioni devono essere celeri, e al tempo stesso il Parlamento, essendo espressione della coralità del popolo non può essere sacrificato sull’altare della decisione del governo. La sfida è realizzare un nuovo equilibrio – ha proseguito – tra la democrazia rappresentativa e quella governante, perchè il parlamento deve avere un ruolo, ma non può paralizzare il governo”.
In questo argomento appare chiara l’impronta presidenzialista dell’ex segretario di An, ma anche è presente un senso dello Stato che non è noto ai suoi colleghi di partito del Pdl. Per Fini il Parlamento “deve dare un indirizzo generale e poi esercitare le funzioni di controllo dell’operato del governo perchè la democrazia è tale quando è una casa di vetro”.
Facendo rifermento alle ultime questioni legate ai migranti ed alle deportazioni volute dal governo Fini ha sostenuto: “Le questioni collegate all’immigrazione e all’integrazione le ho affrontate e le affronterò a prescindere dalle quotidiane schermaglie e polemiche che risentono della campagna elettorale. Dovremmo sforzarci tutti di affrontare una questione così importante e complessa della società italiana senza cadere nella tentazione di dare vita a un confronto tutto finalizzato unicamente al voto per il Parlamento Europeo”.
Le esternazioni di Fini sono ormai sempre più frequenti ed appaiono in rotta di collisione con il pensiero unico berlusconiano, fortemente condizionato dall’etremismo della Lega. Commentando le parole del presidente della Camera, Roberto Calderoli, ministro della Semplificazione e leghista ha detto: “Berlusconi è uomo che non ama i grigi, è bianco o nero. L’unico modo per ritagliarsi uno spazio è quello di essere inmezzo al guado. Fini mira ad essere il numero due e in futuro il numero uno, per questo ha deciso di essere l’uomo del grigio”.
Evidentemente irritato il ministro padano ha aggiunto: “I presidenti di Camera e Senato, per quanto debbano essere super partes, non possono far finta di non essere espressione di una maggioranza. Fini è stato eletto come il sottoscritto, nè più nè meno. Non dovrebbe dare addosso a posizioni che sono nel programma di governo che lui stesso ha condiviso. Spingendo all’estremo il ruolo bipartisan di presidente della Camera, Fini sta creando disorientamento nell’elettorato”.
La solitudine di Fini appare sempre più marcata e c’è da chiedersi fino a quando i suoi coleghi di partito e gli alleati tollereranno le esternazioni dell’ex leader neofascista, ormai unoco rappresentante italiano della destra democratica.


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