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Da oggi l’Italia si avvia ad essere un po’ fascista

Autore: . Data: mercoledì, 13 maggio 2009Commenti (0)

La Camera voterà oggi le tre fiducie chieste dal governo sugli altrettanti maxiemendamenti alla legge sulla sicurezza. La nuova normativa è in dirittura d’arrivo.

fascismoCon le nuove disposizioni in via di approvazione, l’immigrazione ‘clandestina’ diventa un reato. L’articolo 21 del disegno di legge introduce nell’ordinamento italiano il reato di “ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato”. Gli stranieri, in base alla nuova disciplina, non rischiano l’arresto, ma si vedranno infliggere un’ammenda dai 5mila ai 10mila euro. Ovviamente gli immigrati non sarano n grado di pagare e questo renderà possibile denunciarli all’autorità giudiziaria. Secondo alcuni esperti, il reato di immigrazione potrebbe far rientrare dalla finestra ciò che è uscito dalla porta (medici-spia, presidi-spia, perfino postini-spia). Per avere la cittadinanza si dovrà pagare una tassa di 200 euro.

Un altro vero e proprio ‘orrore’ riguarda le mamme senza permesso di soggiorno valido. Per accedere ai pubblici esercizi gli stranieri dovranno esibire il permesso di soggiorno (tranne che per l’iscrizione dei figli alla scuola dell’obbligo). Altrimenti, essendo la clandestinità un reato, scatterà l’obbligo della denuncia. Le madri irregolari non potranno iscrivere i propri figli all’anagrafe e quelle sprovviste di passaporto non potranno neanche riconoscerli rendendoli così subito adottabili.

Su questa norma obrobriosa si è espresso Alessandro Pace, professore di diritto costituzionale all’Università di Roma ‘La Sapienzà e presidente dell’Associazione dei costituzionalisti che ha detto: “Non è forse il diritto inviolabile di una madre o di un padre riconoscere il proprio figlio ?”. Per il giurista questa norma sarebbe in contrasto con l’art. 2 della Costituzione che “riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo”. “E non è un caso – ha osservato il prof. Pace – che quest’articolo della Costituzione faccia riferimento ai diritti dell’uomo, e non dei cittadini italiani”. La bussola, secondo il presidente dei costituzionalisti, è sempre la Carta fondamentale. “Così anche il bambino non è un bene liberamente acquisibile se uno dei genitori è in vita. Sono norme illegittime e se verranno approvate mi auguro che venga sollevata una questione di legittimità”.

Inoltre la legge prevede che uno straniero che arriva in Italia senza permesso di soggiorno potrà rimanere nei Cie (Centri di identificazione ed espulsione) fino a 180 giorni. Ora il periodo è di due anni.

Pur di colpire persone evidentemente deboli si è previsto che per avere la cittadinanza si dovranno pagare 200 euro. Per il permesso di soggiorno invece la tassa sarà fissata dai ministeri dell’ Interno e dell’Economia tra gli 80 e i 200 euro.

Tra poco delle non ben definite “associazioni di cittadini” potranno segnalare alle forze dell’ordine situazioni di disagio sociale o di pericolo. Insomma le ronde. I senza fissa dimora saranno schedati in apposito registro istituito presso il Viminale. Chi insulta un pubblico ufficiale rischia fino a 3 anni di carcere, la ‘punizione’ non vale per i ricchi, perchè se si risarciscono agente ed Ente a cui questo appartiene, il reato si estingue.

Da oggi dirigenti e operatori dell’Arci inizieranno uno sciopero della fame come protesta simbolica contro la nuova legge e contro le recenti deportazioni di migranti. “Di fronte a un governo indifferente ai richiami degli organismi internazionali, dall’Onu al Consiglio D’Europa, alle critiche del presidente della Camera, alle proteste del Vaticano e di tante organizzazioni laiche e religiose che denunciano la crudeltà e l’illegalità dei respingimenti di massa e il carattere discriminatorio del disegno di legge, a cominciare dall’introduzione del reato di immigrazione clandestina, occorre una reazione ampia e in grado di incidere” è detto in una nota.

Per questo l’Arci invita gli “esponenti delle forze politiche di opposizione e tutte le cittadine e i cittadini che non vogliono arrendersi al degrado politico, civile e morale determinato dall’escalation del razzismo di Stato, ad aderire allo sciopero della fame: perchè il ddl sicurezza sia ritirato; perchè si ponga immediatamente fine ai respingimenti verso la Libia – paese che non ha ratificato la convenzione di Ginevra sui rifugiati – di centinaia di donne, uomini e bambini prelevati in mare e consegnati a un futuro di morte, di violenza, di detenzione”. .

La segretaria confederale della Cgil, Vera Lamonica e il responsabile dell’ufficio Sicurezza della Cgil, Marcello Tocco, hanno definito la legge un “balzo all’indietro nel tempo” che mina “alcuni dei diritti fondamentali dell’uomo, dei diritti costituzionalmente garantiti e dei diritti civili”.

I due sindacalisti hanno spiegato che il provvedimento votato con la fiducia “impedisce qualsiasi libero dibattito, offende ancora una volta il ruolo democratico delle Camere e rende più buio il futuro del diritto e dei diritti nel nostro Paese”. Per contrastare il provvedimento la Cgil ha organizzato per oggi un presidio davanti al Parlamento mentre sono in corso in tutto il Paese mobilitazioni della stessa Cgil e di altre associazioni democratiche davanti alle Prefetture.

Enzo Marco Letizia, segretario nazionale dell’Associazione nazionale funzionari di polizia (Anfp) è intervenuto sulle ronde: “Se non si torna a investire sulla sicurezza, se non vengono modificate le norme che limitano l’uso delle intercettazioni, ma vengono invece istituzionalizzate le ronde di cittadini, passeremo in breve tempo da una insicurezza percepita a quella reale”.

“Il regolamento del ministro Maroni sulle ronde – secondo Letizia – non servirà a regolare la sicurezza fai da te, bensì a legittimare la spesa dei fondi sottratti alla polizia. Non impedirà lo spontaneismo associativo per il controllo del territorio da parte dei comuni cittadini, anzi, assisteremo a un proliferare di rondisti in cerca di padrini politici per accedere ai fondi”.

“La pressione sul Governo – ha proseguito il segretario dell’Anfp – aumenterà per destinare più fondi alla sicurezza urbana, si consumerà così l’ennesimo assalto alla polizia di Stato. Perchè la riduzione di uomini e mezzi delle forze di polizia unita alla limitazione delle intercettazioni provocherà infatti un serio indebolimento del sistema di sicurezza del cittadino dal crimine”.

La Comunità di Sant’Egidio presenterà oggi alcune proposte di modifica sul ‘pacchetto sicurezza’. La Comunità, si legge in una nota, intende “proporre miglioramenti ancora possibili ed evitare danni al Paese”.

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