Cercasi magistrati
Mentre si miltiplicano gli attacchi ai giudici da parte del centro destra si scopre che il personale è insufficiente.
Se il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, ritiene che sulla base delle domande giunte sinora ci sarà la copertura di quasi tutti i posti nelle 40 procure disagiate, il consigliere del Csm Bernardo Petralia, stima invece che con le attuali richieste si potrebbe coprire soltanto poco più della metà dei posti senza titolare: 44 su 75.
I luoghi di lavoro definiti ‘disagiati’ sono le sedi difficili per collocazione geografica, ma soprattutto per contesto. Si tratta prevalentemente di piccoli e medi uffici requirenti in zone ad alta concentrazione di criminalità organizzata di stampo mafioso, come le Procure di Siracusa, Gela, Caltanissetta, Locri, Palmi, che soffrono carenza di organico. A marzo scorso, per la Sicilia, si erano registrate solo 4 domande per 55 posti (un quarto dei posti messi a concorso dal CSM sull’intero territorio nazionale).
Petralia è comunque “ottimista, visto che si tratta di dati provvisori e destinati a incrementarsi”. Sinora sono 77 i magistrati che hanno avanzato la propria candidatura. “Occorre però chiarire – dice il componente del Csm, particolarmente attento ai problemi delle sedi disagiate ed anche come unico consigliere siciliano – che la presenza di 77 aspiranti non significa che tutti e 75 posti saranno coperti, dal momento che ogni aspirante può esprimere fino a 5 preferenze, con la conseguenza che solo ove vi fossero 375 disponibilità (75 per 5) potrebbe aversi la matematica certezza di coprire tutto. La verità è che occorre ‘incrociare’ i dati tenendo conto delle diverse (anche numericamente) preferenze espresse”.
Un’operazione che non è al momento “nè facile nè rapida”, dice il consigliere che ha provato a “simulare un possibile trasferimento, secondo un criterio empirico ma plausibile (comunque approssimato), che tiene conto della sola prima preferenza”.”La conclusione, sulla base di questo criterio empirico – dice – è che soltanto 44 posti su 75 appaiono coperti con la percentuale così del 41,4 per cento circa”.
Come accade quasi per tutto ormai l’opinione pubblica non è al corrente del fenomeno, trascurato dai media. Eppure si tratta di procure ‘di confine’, in luoghi nei quali la criminalità organizzata controlla parte del territorio delle attività economiche. Ma l’informazione, catalizzata dalle esternazioni del premier, si concentra sul colore delle toghe, trascurando il loro numero.


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