Brunetta a ruota libera
Altra giornata di fuoco del castigatutti. Questa volta tocca ai “poliziotti panzoni” e alla Commissione antimafia.
“Io addirittura scioglierei l’antimafia” ha affermato il ministro della Pubblica amministrazione che poi ha aggiunto: “Mi piacerebbe che non ci fosse nemmeno lo specifico della mafia. C’è l’antimafia perchè c’è la mafia. La mafia è una tipologia di criminalità come dire, specifica, deviante, che avrebbe bisogno, che ha bisogno di regole speciali. A me non piacciono le regole speciali. Chi fa un crimine deve essere colpito. Non amo gli ‘antì, preferisco le regole e il far rispettare le regole. Se in Italia – ha prosegue – si rispettassero le regole, non ci sarebbe bisogno dell’antimafia, perchè la mafia è una forma di criminalità e dovrebbe essere perseguita come tutte le altre. La mafia dev’essere affrontata in modo laico e non ideologico. Se della mafia facciamo un simbolo ideologico, con la sua cultura, la sua storia e così via, rischiamo di farne un’ideologia e come tale, alla fine, produce professionisti di quella ideologia proprio nei termini in cui ne parlava Sciascia, professionisti dell’antimafia”.
Il ritornello secondo il quale non sono necessari ambiti specifici di indagini contro la mafia è antico, fu uno dei principali nemici del pool siciliano di Caponnetto, Borsellino e Falcone.
Poi il ministro se l’è presa con l’abbigliamento. Nessuna indulgenza per il vestire casual per i dipendenti pubblici il venerdì. Il ‘friday casual’, ormai una tradizione anche nelle severe stanze di Wall Street non può valere per la pubblica amministrazione italiana.
“Anche il venerdì i dipendenti delle pubbliche amministrazioni devono vestire in giacca e cravatta – ha dichiarato Brunetta – quando si è un’azienda pubblica e si ha a che fare con il pubblico, si hanno doveri maggiori rispetto al privato”. Incurante dell’assenza di rapporto tra efficienza e cravatta poi ha insistito: “Far lavorare gli statali anche di pomeriggio è un mio obiettivo di questa legislatura. Riuscirò a far lavorare i dipendenti pubblici tutta la giornata. Mi piacerebbe che lavorassero tutti i pomeriggi fino a tardi, in primis il settore giustizia. Io amo tantissimo il tempo pieno e i turni. Ma perchè tanti edifici pubblici vengono utilizzati solo per mezza giornata? Perchè non usare le scuole anche oltre l’orario normale?”.
La demagogia del ‘castigatutti’ non ha limiti. Conta solo la facile presa sull’opinione pubblica di slogan che in realtà contengono complessi problemi di organizzazione, spesa e gestione e l’indifferenza dei media, che non spiegano come non si gestiscono centinaia di migliaia di dipendenti facendo dichiarazioni impossibili da trasformare in azioni reali.
Brunetta ha anche trovato il tempo per le forze dell’ordine: “Bisogna mandare i poliziotti per le strade a garantire la sicurezza. Meno burocrazia e più polizia ‘on the road’ a contatto diretto con il cittadino, credo che su questo punto non ci sia nessuno che dissenta” ha affermato il ministro della pubblica amministrazione ed ha insistito: “Certamente non è così facile dire dalla scrivania alla strada, non si può mandare in strada il poliziotto ‘panzone’ che non ha fatto altro che il passacarte. Bisogna cambiare il concetto stesso di sicurezza, deve essere fatta da chi la sa fare”.
Sempre ‘dimenticando’ che il governo di cui fa parte propone le ronde, il massimo del dilettantismo, Brunetta ha fatto anche quello che secondo lui è un esempio: “Perchè il passaporto bisogna farlo in Questura? Il burocrate faccia il burocrate, i poliziotti con la pistola ed il manganello vadano in giro per le strade, nelle gazzelle, nelle automobili e in elicottero. Questa deve essere la sicurezza, non deve essere burocrazia e invece, purtroppo, gran parte del nostro capitale umano, impiegato nei sistemi di sicurezza, è utilizzato per produrre carte e quindi burocrazia”.


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