Berlusconi ad alzo zero
Il caso Noemi-Papi ha reso il premier ancor più nervoso. Mentre il terreno sembra franargli sotto i piedi ieri ha attaccato magistratura e giornalisti.
Intervenendo all’assemblea della Confesercenti, il presidente del Consiglio ha detto: “Ho sempre detto che per me ci sono tre categorie che fanno male: i delinquenti, i pubblici ministeri e i dentisti. I dentisti però ora usano una punturina per l’anestesia. Ma siccome a me piace il numero tre al loro posto dico i giornalisti, certi giornalisti, guardate in questi giorni”.
Dopo aver paragonato i “delinquenti” con i “pubblci ministeri” il premier ha aggiunto: “Ci sono grumi eversivi nella magistratura italiana. [...] Non lascerò la politica fino a quando non saremo riusciti, nella giustizia penale, a dividere l’ordine dei magistrati che giudicano dall’ordine dei magistrati che accusano”.
Il discorso è stato interrotto da alcuni contestatori ma Berlusconi ha reagito sostenendo che ”ci sono solo 4 o 5 che fischiano o anche 10-15”. Ma ”siete irrilevanti”. Nonostante questo ”i titoli domani sui giornali saranno ‘Berlusconi fischiato alla Confesercenti’, ma io ho le spalle larghe e me ne infischio, anzi più mi si contesta piu’ mi sento forte e vado avanti per il bene di questo straordinario Paese”.
Ormai sordo a qualunque critica e determinato nella sua strategia di attacco frontale ai giudici, il presidente del Consiglio non tiene più in nessun conto neppure la cautela che dovrebbe guidare chi dirige un governo.
La replica del sindacato dei magistrati è stata immediata ed ha riguardato anche la bislacca teoria del Cavaliere, secondo la quale i giudici dovranno sostenere test attitudinali e psicologici per fare i pubblici ministeri e saranno chiamati ‘avvocati dell’accusa’.
Il presidente dell’Associazione nazionale magistrati, Luca Palamara, ha sottolineato che “a differenza della politica, la magistratura non è in campagna elettorale e non può e non vuole essere trascinata su un terreno di contrapposizione che non le appartiene. La magistratura vuole adempiere il proprio ruolo che la Costituzione le attribuisce, e cioè quello di applicare imparzialmente la legge”.
L’Anm ritiene inoltre “inaccettabile questo clima di insulti che nuoce alle istituzioni democratiche del Paese”. Così il presidente dell’Associazione nazionale magistrati Luca Palamara replica ai nuovi attacchi del premier Silvio Berlusconi che oggi all’assemblea della Confesercenti ha parlato di «grumi eversivi» nella magistratura.
Il segretario dell’Anm, Giuseppe Cascini, ha aggiunto: “In uno Stato di diritto fondato sulla divisione dei poteri non è accettabile che il primo ministro rivolga insulti e invettive nei confronti dell’ordine giudiziario. Non è accettabile che il primo ministro rivolga insulti e invettive nei confronti dell’ordine giudiziario. In questo modo il capo del governo mina la credibilità delle istituzioni e del Paese “. E il fatto che “tali invettive siano ormai quotidiane non ne diminuisce la gravità e impone a tutti noi di non abituarsi a questo metodo di confronto”.
Nella stessa assemblea della Confesercenti, Berlusconi ha anche detto: “Mussolini aveva nuclei di neri mentre io, secondo i giornali che sono sotto tappeti della sinistra, ho nuclei di veline…almeno è un pò meglio”.
Il premier si riferiva ad un articolo del Financial Times inglese, da nassuno considerato un “tappeto della sinistra” nel quale era scritto: “…il pericolo Berlusconi è diverso dal pericolo Mussolini. E’ quello dei media che sviliscono il contenuto più serio della poliica, e lo rimpiazzano con l’entertainment. E’ quello di una feroce demonizzazione dei nemici e del rifiuto di garantire una base indipendente per il confronto dei poteri. E’ quello di spendere una fortuna per la creazione di una gigantesca immagine fatta di successi senza fine e di sostegno popolare”.


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