Bergamo: elemosina ad ore
A giugno nella città lombarda si eleggerà il nuovo sindaco. Così la giunta uscente di centro-sinistra per salvare ‘il posto’ insegue la destra ed ha inventato una cosa strabiliante, il tassametro per i mendicanti.
Il razzismo non è solo discriminazione verso gli stranieri, ma anche segregazione dei poveri. A Bergamo il sindaco Roberto Bruni e la sua amministrazione fiutato il clima di disfatta del Pd e pur non avendone capito il motivo hanno pensato di non darsi vinti.
Il coniglio dal cappello è stato il nuovo regolamento di polizia urbana, grazie al quale l’elemosina per le strade della città si potrà fare fare a patto, però, che il mendicante non stia per più di un’ora nella stessa via e che non mostri un cane più piccolo di sei mesi. Forse per controlare il tempo della ‘ sosta’ i poveri saranno muniti di grattino o disco orario.
A pochi giorni dall’apertura delle urne la giunta, dopo 49 anni, ha mandato in pensione le vecchie regole e con uno scatto d’impeto sta cercando di inseguire Lega e Pdl sulla strada della demagogia e dell’apartheid.
D’ora in poi “qualunque situazione inerente la sicurezza urbana”, pubblica incolumità , convivenza civile, igiene e pubblico decoro, tutela della quiete pubblica e privata, mestieri e attività lavorative, mediazione sociale ed educazione alla legalità sarà disciplinata dal nuovo provvedimento, sempre che i singoli comportamenti non violino norme di natura penale.
Perchè non ci si è limitati a vessare i poveri. Sarà vietato sedersi sui monumenti, usare pattini e skateboard, sparare petardi, lasciare volantini sulle automobili in sosta, dar da mangiare ai piccioni, giocare in strade e piazze e avvicinare prostitute con l’auto.
Ed ancora: chi, con gesto gentile, cedererà ad altri automobilisti gli scontrini del proprio parcometro non ancora scaduti sarà mltato. Per i trasgressori sono previste multe fino a 500 euro. Previste limitazioni anche per gli esercizi pubblici, che potranno aprire solo dopo le 6 e dovranno chiudere entro le 2.
La storia personale del sindaco è interessante. Roberto Bruni, avvocato penalista, nel 1970 si iscrisse al Partito socialista è cominciò la sua vita politica. Dopo la scomparsa del Psi per via di alcuni ‘errori’ di Craxi, passò allo Sdi e nel 2004 fu eletto sindaco di Bergamo al ballottaggio con il 53,9 per cento dei voti.
Il suo curriculum potrebbe far pensare ad un politico laico e progressista, ma secondo Pierluigi Saurgnani, del giornale on line ‘Bergamo 7′ “Bruni è stato molto abile nel muoversi negli ambienti cittadini che contano, ma anche nelle parrocchie, negli oratori e nei circoli anziani. Avrà  ancora l’appoggio della Compagnia delle Opere (e si sa che i ciellini garantiscono un voto compatto) anche se la Curia vescovile è oggi più neutrale rispetto alla gestione Amadei”.
Il trasformismo della politica nazionale si è diffuso ormai in tutto il Paese. Si fa quaunque cosa pur di rimanere al proprio posto, anche disciplinare l’elemosina o proibire i pattini a rotelle. E pensare che gli elettori potrebbero ripristinare il diritto di elemosina e mandare il sindaco a casa, anche perchè lui non ha bisogno di chiederla.


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