Assegnati i Big Brother Awards 2009
Il concorso internazionale è nato 11 anni fa e si tiene nei principali Paesi del mondo. E’ un premio in negativo dedicato a persone, associazioni e tecnologie distintesi per l’ostilità al diritto di privacy dei cittadini nel corso dell’ultimo anno.
I premi Big Brother Awards sono sei, e riguardano diverse categorie: peggior ente pubblico, peggiore azienda privata, tecnologia più invasiva, bocca a stivale, minaccia da una vita, lamento del popolo.
Il premio “Tecnologia più invasiva” è andato a Facebook (21/30). Per i giurati il social network “non rappresenta una tecnologia realmente innovativa, utilizzando nella maggior parte dei casi tecnologie standard già disponibili”. Facebook amplifica “il bisogno compulsivo di riversare i propri dati personali in Rete e realizza l’obiettivo protetto da una policy che, per quanto molto discussa e parzialmente ritrattata in Rete, permette qualsiasi tipo di utilizzo di tutti i dati, testuali, immagini relazioni e navigazione che vi vengano riversati. Il successo dell’azienda è anche una misura della sua ‘pericolosità’ in termini di profilazione e controllo dei suoi utenti. Il fatto di memorizzare ed elaborare non semplici ricerche o messaggi di posta, come Google, ma direttamente reti di relazioni, cioà la parte più intima dei dati personali. la rende potenzialmente ben piu’ pericolosa”.
Il premio “Peggiore azienda privata” è andato sempre a Facebook (25/30), perchè, sostengono i giurati “stabilisce un record senza precedenti negli annali del Big Brother Awards, sia italiano che internazionale, vincendo anche questo premio con un punteggio che si potrebbe quasi definire ‘unanime’. Malgrado il ‘look and feel’ trendy ed informale di quest’azienda, il suo comportamento operativo nei confronti degli utenti viene considerato da molti deludente. Al recentissimo e ben noto caso di una policy di utilizzo che consente tutto a Facebook e praticamente nulla ai suoi utenti (come è purtroppo ‘naturale’ trattandosi di un servizio gratuito che deve ricavare le proprie entrate da altre attività), corrisponde una non soddisfacente attenzione ai problemi di chi ha il suo account violato da estranei o bloccato da facebook stessa per richieste di terzi. Aldilà del funzionamento della sua comunità sociale, Facebook è, almeno nell’esperienza di chi l’ha votata in questo Premio, un’azienda sostanzialmente ‘opaca’, difficile da contattare, e che pur vivendo dei suoi utenti, non rende pubblici piani di business e condivide ben poco delle sue operazioni interne e delle sue strategie presenti e future”.
Ha vinto il premio “Minaccia da una vita” l’On. Gabriella Carlucci (16/30). La giuria ha votato la parlamentare del Pdl sostenendo che “è stata in passato promotrice di alcuni disegni di legge che tenevano in ben poca considerazione l’esistenza di onestuomini dotati di doppia cittadinanza, Italiana e della Rete, una Rete invece considerata frequentata in prevalenza da ‘pedoterrosatanisti’ e da persone sprovvedute bisognose di tutela. Il suggello che le ha meritato questo premio è stato il recente ddl 2195/2009, che in una versione preliminare diffusa in Rete possedeva il suggestivo titolo “Internet territorio della libertà dei diritti e dei doveri”, ed ha ora quello certo meno appetibile di “Disposizioni per assicurare la tutela della legalità nella rete internet e delega al Governo per l’istituzione di un apposito comitato presso l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni”. Il ddl era stato inizialmente promosso come un rimedio per arginare l’illegalità ‘imperante’ su Internet e contrastare il fenomeno della pedofilia. Il documento, che non conteneva nessuna traccia del suddetto argomento, e’ stato immediatamente analizzato dal Popolo della Rete, ed suoi tag interni lo rivelavano redatto da Davide Rossi, presidente di Univideo. La successiva serie di commenti, precisazioni ed esternazioni ha rafforzato in molti la convinzione che la “libertà ed i diritti” riportati nel titolo siano unicamente quelli dei detentori dei cosiddetti “Diritti di proprietà intellettuale” ed i “doveri” siano solo quelli dei cittadini italiani e della Rete, da trasformare in omogenei e disciplinati ‘consumatori di bit’. Del termine “pedo” nel testo definitivo continua a non esserci traccia , mentre la maggior parte di esso si dilunga nel definire e creare una nuova “…alta autorità, presso l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, con compiti funzionali e ispettivi di particolare rilevanza, senza pregiudizio per le attribuzioni delle magistrature penale, civile e amministrativa, e per le funzioni degli esistenti organi e autorità di regolazione e di controllo. ” Il Popolo della Rete ne sente, evidentemente, una profonda mancanza. L’altissima autorità avrebbe per mandato di regolamentare “… tutte le attivita’ di accesso alla rete internet effettuate da apparati informatici e infrastrutture fisicamente presenti nel territorio nazionale e per il tramite di essi.” Insomma un Piccolo Fratello italiano che irreggimenti ed identifichi tutti, distruggendo in Italia la Rete come oggi la conosciamo, in modo che siano salvi ed intatti i diritti di proprieta’ intellettuale. E’ pur vero che nella Costituzione si parla non di questi ultimi ma piuttosto di libertà di espressione e di inviolabilità della corrispondenza, ma questo dimostra probabilmente la necessità di ulteriori modifiche costituzionali”.
Il premio “Bocca a stivale” è andato alla già premiata Gabriella Carlucci (21/30). Scegliendo ancora la deputata del centro destra i giurati hanno sostenuto: “L’On. Carlucci stabilisce un nuovo record costituito dalla vincita di due premi nello stesso anno, che viene purtroppo immediatamente annullato da Facebook che se ne aggiudica ben tre, ma rimane comunque senza precedenti per un singolo individuo. Questo riconoscimento vuole premiare la frase più ‘terrificante’ pronunciata sul tema della privacy e dei diritti civili in Rete. Tra le varie nomine giunte spicca questo commento che si riferisce ad un noto fatto di cronaca: “È arrivato il momento di combattere ed eliminare l’anonimato su Internet. Ancora una volta anonimi delinquenti usano Internet per diffamare, dileggiare, schedare, offendere, denunciare. Questa volta ad essere colpite sono state addirittura le forze dell’ordine, schedate e offese da un blogger anonimo. L’ennesimo inaccettabile caso di uso improprio della rete che dimostra quanto urgente e necessaria sia una normativa che impedisca ai farabutti di usare la rete per finalità eversive, coprendosi dietro il paravento dell’anonimato”. Con buona pace degli onesti cittadini italici, che da alcuni secoli (dai tempi di Pasquino) utilizzano il diritto all’anonimato, esercitabile anche imbucando una lettera senza mittente alle Poste, quando ritengano di averne bisogno, senza aver indotto crisi nelle Forze dell’Ordine o collassi istituzionali nei Governi, e senza che questo abbia impedito di perseguire e punire i farabutti”.
Il premio “Lamento del Popolo” infine è andato al notissimo gestore di rete sociale facebook, che vince con distacco sul secondo classificato, con ben 12 nomination su 40. Quest’anno il Popolo della Rete è stato molto chiaro nell’indicare il vincitore, visto che i due nominati più popolari hanno ricevuto da soli oltre il 50 per cento di tutte le nomination.
I Big Brother Awards 2009 hanno anche un premio positivo, il “Winston Smith – eroe della Privacy”. I giurati hanno scelto la Electronic Frontier Foundation (15/30) perchè “opera in difesa della privacy e dei diritti civili in Rete dal 1990. La sua opera sempre inappuntabile per preveggenza, dedizione, perseveranza e positiva reazione alle avversità, ha avuto effetti importanti in tutto il mondo, inclusa l’Italia. Il supporto che ha fornito a Tor e’ stato tra le sue azioni piu’ significative, ma la continua attenzione e reazione alle iniziative tese a censurare la rete od alla repressione della liberta’ di parola. Tutti i cittadini della Rete, italiani e non, le devono moltissimo”.


Lascia un commento