Ancora scontro tra Italia e Malta sui migranti
Un barcone carico di migranti nel Canale di Sicilia aveva lanciato ieri mattina l’Sos con una telefonata da un satellitare alla centrale operativa della Capitaneria di porto di Palermo. Subito è ricominciato il balletto dei soccorsi.
L’imbarcazione, attraverso le coordinate fornite dal Gps, era stata localizzata a 56 miglia a sud di Lampedusa, in acque di competenza maltese, ma più vicine alle coste dell’isola italiana, come fu nel caso della Pinar. E come in quel caso le autorità del nostro Paese hanno passato la palla alle autorità della Valletta.
La Valletta ha ribadito che i profughi debbano essere trasferiti nel porto più vicino, ovvero Lampedusa. Subito il primo ministro maltese, Lawrence Gonzi ha dichiarato di essere “disgustato nel sentire di altri Paesi del Mediterraneo che si rifiutano di accogliere persone che sono in pericolo”, rivolgendosi al governo italiano.
Gonzi ha affermato che “noi abbiamo degli obblighi morali, etici e legali: noi affermiamo con chiarezza che interverremo se le vite delle persone a bordo saranno in pericolo, tuttavia lo faremo entro i limiti delle leggi internazionali. Nell’ultimo caso le forze italiane sarebbero dovute intervenire perchè l’imbarcazione in difficoltà era più vicina a Lampedusa”.
Intanto Sandro Gozi, capogruppo del Pd nella commissione Politiche europee di Montecitorio ha chiesto che “il governo riferisca urgentemente al Parlamento su quanto sta accadendo nelle acque tra Malta e Lampedusa, dove due barconi di naufraghi rischiano di ripetere l’orribile vicenda del Pinar, e sulle gravissime accuse sollevate dal premier maltese nei confronti delle nostre autorità ”.
Nel pomeriggio i die barconi sono stati intercettati dalle motovedette della Guardia Costiera. A bordo c’erano 139 immigrati persone. Le due navi italiane hanno raccolto i naufraghi.
Rita Borsellino, candidata capolista del Partito democratico alle Europee per il collegio delle Isole ha dichiarato sulla vicenda: “È assurdo che dopo la vicenda del cargo Pinar e delle sue drammatiche conseguenze si arrivi a commettere oggi lo stesso errore a distanza di giorni, su chi deve intervenire per soccorrere i migranti, generando ritardi dannosi nell’intervento di recupero dei barconi e inutili beghe fra governi”.
La sorella del magistrato ucciso dalla mafia poi ha concluso: “Ancora una volta a farne le spese, davanti le scaramucce diplomatiche degli stati sulle rispettive competenze, sono le persone. A venire meno è il senso di umanità , di dignità e di rispetto verso i diritti dei ìdeboli, che dovrebbe comunque prevalere contro le ragioni di stato e di governo”.


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