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Anche il cinema è in crisi

Autore: . Data: giovedì, 28 maggio 2009Commenti (0)

Nell’elenco dei ritardi italiani si è aggiunto il settore cinematografico. Anche per in questo settore le cose vanno male.

cinemaDopo la crescita degli ultimi anni, “quest’anno si prevede un calo di mercato anche molto forte per il cinema italiano.Si parla di circa 5 punti in meno”. L’ha detto il presidente dei produttori dell’Anica, Riccardo Tozzi, durante la presentazione ieri dei risultati della terza edizione di ‘Schermi di qualità’, un’iniziativa promossa da Agis, associazioni di settore e Ministero dei Beni e le attività Culturali, per la diffusione dei film italiani e comunitari di qualità, in un circuito composto da 524 sale.

“Fino a un anno fa i produttori italiani erano molto contenti, pensavamo di avercela fatta e di avere ormai un mercato in espansione – ha aggiunto Tozzi – e invece già dall’inizio dell’anno scorso c’erano stati i primi scricchiolii, anche se non li avevamo subito colti In questa stagione siamo di nuovo in una situazione critica dopo un decennio di sviluppo”.

Secondo il co-fondatore di Cattleya questo calo “non dipende dal prodotto, nel quale c’è creatività, ma problemi strutturali seri, cui si aggiungono la pirateria e un problema di circuito. Negli ultimi anni è cresciuto e si è modernizzato con i multiplex, solo che non c’è stata un’aggiunta di pubblico, ma una sostituzione. Il pubblico giovane prevalentemente maschile, più portato a vedere l’ultimo blockbuster americano, si è sostituito a quello adulto, prevalentemente femminile che è più portato verso film di qualità. Per questo, vale più da parte del Ministero dei Beni e le attività Culturali un pò più di denaro a un’iniziativa come Schermi di qualità, che un film in più prodotto, perchè progetti come questi in futuro ne porteranno dieci di film in piu”.

Difficile capire se la flessione di pubblico non sia dovuta invece alla scarsa qualità del prodotto italiano, alla sua non competitività con quello nordamericano o anche al costo elevato dei biglietti nelle sale.

Di certo il cercare sempre nella ‘pirateria’ il rsponsabile di tutti i mali non risolve i problemi, anche perchè quello che è successo nel contiguo mondo della musica dovrebbe far riflettere i produttori.

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