Alitalia: nuovi disoccupati
L’azienda ha annunciato di voler tagliare circa mille lavoratori ed altri ottocento di AirtOne con contratti a temine sono a rischio.
I segretari regionali di Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti hanno scritto ai presidenti della Regione Lazio Piero Marrazzo, della Provincia di Roma Nicola Zingaretti, ai sindaci di Roma Gianni Alemanno, di Fiumicino Mario Canapini ed ai vertici di Alitalia.
Si legge nella lettera: “La scelta di Alitalia di puntare su Fiumicino è importante per l’azienda e per la regione ma «nel Lazio tra meno di due mesi potrebbero esserci 1.800 disoccupati in più, provenienti dalla stessa azienda in una ristrutturazione che sembra infinita”. È quanto scrivono.
I sondacati continuano: “L’azienda, in un’idea non condivisibile di ristrutturazione continua, a meno di cento giorni dallo start up e quindi dalla definizione dei livelli occupazionali, ha annunciato il licenziamento di circa 1.000 lavoratori con contrattato a termine in scadenza il 13 luglio, in piena alta stagione. Questi sono tutti lavoratori che avevano un contratto a tempo indeterminato in Alitalia da almeno 10 anni e che l’azienda oggi vuole estromettere dal processo produttivo, rimpinguando così le fila dei cassaintegrati. Il motivo di questa estromissione non è comprensibile, stando ai risultati poco edificanti dei livelli di servizio e, oggi, alla luce delle decisioni annunciate per Fiumicino, lo è ancora meno. Inoltre, dall’integrazione AirOne-Alitalia sono a rischio altri 800 posti di lavoro di lavoratori di AirOne con contratto a termine da 3, 4, 5 anni”
Poi i rappresentanti dei lavoratori forniscono alcuni dati: “I voli decollati da Fiumicino, nel primo bimestre della nuova compagnia, sono stati 7404; erano 9647 nello stesso periodo del 2008, il 23 per cento in meno. La puntualità di questi voli è passata dall’85,3 per cento del bimestre del 2008, al 65,7 di quest’anno, e quello preso in considerazione coincide con un periodo di attività storicamente considerato di bassa stagione. Su questi livelli di servizio, e su tutti gli altri altrettanto negativi, ha inciso profondamente il consistente e inopinato ridimensionamento dell’azienda. 7mila sono le persone senza lavoro nel Lazio che prima erano impiegate in Alitalia, 5mila in Cigs e 2mila senza gli ammortizzatori sociali. Di questi 7mila, meno di mille raggiungono i requisiti pensionistici alla fine del trattamento di integrazione al reddito”.
Ma il quadro desolante continua: “Il 10 per cento dei cassaintegrati del Lazio sono lavoratori di Alitalia e per essi esiste il reale rischio di un non reintegro in forza a differenza della maggior parte del restante 90 per cento, per il quale la Cigs non costituisce risoluzione definitiva del rapporto di lavoro. Quel rischio oggi, alla luce del consolidamento di Fiumicino quale hub della principale compagnia aerea italiana, si può e si deve scongiurare”.
La posizione dei dirigenti sindacali regionali del lazio Cgil, Cisl, Uil mal si concilia con la decisione delle segreterie nazionali dei trasporti delle stesse organizzazioni, che formando gli accordi con Cai potevano facilmente prevedere questo disastro.
Piero Marrazzo ha subito risposto ai sindacati: “Ho letto con attenzione la lettera che i sindacati hanno inviato alle istituzioni del territorio sulla situazione dei lavoratori Alitalia e condivido le loro preoccupazioni. La scelta di Roma come hub principale della compagnia non chiude certamente la partita: è solo un passaggio, seppure molto rilevante. L’obiettivo finale però rimane quello di uno sviluppo organico del sistema aeroportuale del Lazio, a partire dalla piena occupazione dei lavoratori del volo. Di quelli di Alitalia, come di quelli dell’indotto, che più di tutti hanno pagato le conseguenze della crisi. La mia risposta è che la Regione Lazio c’è. Da parte nostra, mettiamo a disposizione risorse ed energie per sviluppare l’hub di Fiumicino”.
Il presidente ha aggiunto: “A partire dalla creazione del distretto ‘Città del volo’, che abbiamo già finanziato con 3 milioni di euro, a cui vanno aggiunti i 30 milioni in 3 anni fino al 2011 proprio per aiutare i lavoratori. Oggi ribadisco la mia volontà di convocare al più presto il tavolo interistituzionale con sindaco Alemanno, con il presidente Zingaretti e con il sindaco di Fiumicino Canapini per concordare assieme alle parti sociali obiettivi e azioni. All’ordine del giorno saranno messi i temi posti dai sindacati: dal rispetto degli accordi sindacali alle garanzie per i lavoratori precari fino alla questione di Ams, che rimane un punto di forza di Fiumicino a cui noi non vogliamo rinunciare. Oggi, la risposta non può che essere un’alleanza tra tutti i soggetti in campo, a partire da Alitalia, poichè la valorizzazione delle professionalità del volo che esistono nel Lazio è la condizione indispensabile per lo sviluppo del nostro sistema aeroportuale”.


ma possibile che non si riesca a valutare la possibilità di un partime orizzontale per tutti quelli che non hanno raggiunto l’età pensionistica e sono stati privati della loro dignitò lavorativa, oltre ad essere monoreddito con familiai a carico, tra le altre priorità disattese, come pure per il personale con familiari disabili?
persino i piloti propongono la rotazione su altre testate giornalistiche, per non perdere le certificazioni: chiamasi part-time verticale
la stessa airfrance con conti in rosso e personale in esubero adotta la mobilità per chi deve andar via e il partime per i lavoratori rimanenti.
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