A Trento il centro destra ha perso
Il successo del candidato Andreatta ha confermato una tendenza già emersa nelle precedenti comunali e nelle provinciali dell’autunno 2008, ma non rappresenta una vittoria del centro sinistra, ma quello di una coalizione anomala.
Il responso del risultato delle elezioni per il sindaco e il Consiglio comunale del capoluogo ha visto il Pd al 30,02 per cento, Upt al 16,75 e Patt al 4,76. La coalizione ha così superato complessivamente il 50 per cento dei suffragi.
Tuttavia l’astensionismo è stato altissimo e mai a Trento erano andati alle urne solo il 60 per cento degli elettori. Con un notevole risultato personale (64,42 per cento) il sindaco reggente Alessandro Andreatta (Pd) ha eguagliato la percentuale 2005 di Alberto Pacher, attuale vicepresidente della giunta provinciale e gli succede a palazzo Geremia con 33 consiglieri su 55.
“Il risultato premia la continuità politico amministrativa e la novità – ha affermato Andreatta – la continuità è con le due Giunte di Lorenzo Dellai (ora presidente della Provincia autonoma, ndr) e con le due di Alberto Pacher (dall’autunno vicepresidente della Giunta provinciale, ndr). Quanto a novità , sono nuovo io e lo è la coalizione: otto forze politiche, di cui tre prima non erano nel centrosinistra, che è diventato centrosinistra autonomista, con l’ingresso del Patt, Partito autonomista trentino tirolese, Udc e Idv”.
La vittoria dell’opposizione nel Parmenento nazionale, in Trentino è completato dai sindaci di Pergine Valsugana (Silvano Corradi), Folgaria (Maurizio Toller), Civezzano (Stefano Dellai) e Rabbi (Lorenzo Ciccolini).
Ci sarà ballottaggio a Mezzolombardo. Prima forza politica a Trento è il Pd (30,02 per cento) se pur in leggero arretramento rispetto ai dati cittadini delle recenti provinciali (31,94).
Chi guadagna voti è l’Unione per il Trentino (Upt), il laboratorio politico territoriale voluto dal Governatore Lorenzo Dellai come contraltare di centro al Pd per le provinciali 2008. Emanazione della Margherita, di cui ha il simbolo nello stemma, l’Upt sale dal 13,92 per cento al 16,75%.
Arretrano le forze del centrodestra con perdita di voti sia per il Pdl (11,86 per cento), sia per la Lega Nord. Il Carroccio arretra di quattro punti rispetto al 12,02 di novembre quando la Civica Divina (che si rifaceva al senatore della Lega, candidato presidente della Provincia autonoma) ottenne il 5,75 per cento, sempre in città .
Il candidato sindaco Pino Morandini (Pdl) si è fermato al 20,64. «Speravamo di più – ha commentato Giacomo Santini, portavoce Pdl – anche se abbiamo migliorato la nostra posizione in Consiglio, con tre persone in più, e se come centrodestra, cioè con Civica Morandini, Lega Nord e Alleanza di Centro/Civica Tridentum, sfioriamo il 30 per cento. In Trentino evidentemente c’è paura di cambiare”.
Ad un mese dalle europee in difficoltà appaiono i partiti minori, tutti incapaci di superare la soglia del 4 per cento: Di Pietro-Idv 3,47, Verdi 2,87 e Udc 2,72.


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