Torna la carcerazione di sei mesi nei Cis
Come era previsto (non dal Pd) il governo presenterà alle commissioni Affari Costituzionali e Giustizia della Camera un emendamento che ripristinerà l’allungamento dei tempi di permanenza nei Cis bocciato porchi giorni fa dall’aula.
La norma sarà inserita nel disegno di legge sulla sicurezza già in discussione da oggi. Una volta approvato il ddl un cittadino straniero potrà essere trattenuto in uno stato di concreta reclusione fino a 6 mesi.
Ad annunciarlo è stato il sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano, sottolineando che l’auspicio del ministero dell’Interno è che “questa volta il Parlamento dimostri senso di responsabilità ”.
Senza temere di apparire razzista e convinto di pronunciare parole utili alla prossima campagna elettorale, Mantovano si è riferito ai 1.038 migranti che usciranno dai Centri in seguito alla bocciatura del provvedimento e affermato che “anche loro festeggeranno la Liberazione”.
“Sono stati dislocati nei giorni scorsi nei vari Cie sul territorio – ha spiega il sottosegretario – e domani torneranno tutti fuori con il foglio di via, che come tutti sanno non ha alcun effetto concreto”. Per il sottosegretario si tratta di un “grosso danno, che sarà aggravato dalle centinaia che usciranno nei prossimi 15 giorni, circa 300″.
Un danno, afferma ancora Mantovano, “non solo per la sicurezza, ma anche per l’immagine dell’Italia all’estero, visto che così facendo il messaggio che passa è che il nostro Paese può continuare ad essere la meta privilegiata per gli arrivi”.
Mantovano omette e fa finta di non sapere che a causa dei provvedimenti del governo in materia di immigrazione l’Italia è stata condannata da un numero infinito di organismi internazionali, comprese alcune agenzie dell’Onu.
Secondo il sotosegretario di centro destra “èchiaro che la nostra intenzione è procedere all’espulsione entro due giorni, se c’è l’identificazione e la disponibilità del Paese d’origine. Però siccome ci sono i problemi che tutti conoscono c’è la necessità di andare oltre i due mesi e ci auguriamo che il Parlamento avrà senso di responsabilità ”.
Ancora, ‘modificando’ i fatti Mantovano ha concluso che la bocciatura “fu condizionata da una conoscenza non del tutto attenta ai vari profili per la sicurezza”. In realtà l’opposizione coi suoi emendamenti rischiava di far decadere del tutto il decetro, per cui con un accordo più o meno trasparente, ‘sparirono’ le ronde e il prolungamento della detenzione ed ‘in cambio’ il Pd votò a favore della conversione in legge col governo.
Era già evidente allora che le due ipotesi sarebbero rientrate dalla finestra, ovvero con la discussione della proposta di legge di cui InviatoSpeciale ha già dato notizia. Detto fatto. Dai banchi del centro a sinistra stanno a guardare.


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