Roma tra tangenti e discariche abusive
Quattro persone sono state denunciate a Roma, perchè ritenute responsabili in concorso tra loro ed a vario titolo dei reati di abuso edilizio, smaltimento rifiuti non autorizzati, violazione di sigilli e falso ideologico.
In particolare, verso la fine del mese di marzo, alla polizia sono giunte numerose segnalazioni, anche di natura confidenziale, inerenti un’intensa attività di smaltimento non autorizzato di rifiuti (prevalentemente terre e rocce) provenienti da demolizioni edili.
I rifiuti, anzichè essere regolarmente smaltiti in discariche autorizzate, sono stati svuotati in alcuni terreni, previo il pagamento di cospicue cifre in denaro ai proprietari. Il 7 aprile scorso, gli agenti della Squadra Investigativa, hanno avviato un controllo per verificare la veridicità dei fatti ed hanno accertato che il proprietario di un circolo ippico e ristorante nei pressi di Porta Medaglia consentiva lo scarico di rifiuti provenienti da demolizioni edili in costruzione nel consorzio “Torrino Mezzocammino”.
Le indagini hanno permesso di appurare che numerosi costruttori edili del consorzio erano soliti scaricare i rifiuti in quel luogo, sottoposto peraltro a vincolo paesaggistico, in cambio di ingenti quantitativi di denaro.
Sempre nella capitale la squadra mobile ha arrestato, con l’accusa di concussione, il capo settore dell’Ufficio Tecnico dell’Istituto Superiore per la protezione della Ricerca Ambientale (Ispra), un Ente Pubblico soggetto alla vigilanza del Ministero dell’Ambiente.
Le indagini, svolte dagli investigatori della polizia, coordinati dalla procura della Repubblica presso il Tribunale, hanno permesso al Gip di emettere un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari nei confronti del dipendente pubblico, al quale sono stati contestati quattro diversi tentativi di concussione.
La squadra mobile ha accertato che l’uomo avrebbe ripetutamente ricattato una ditta incaricata dei lavori di manutenzione dello stabile che ospita l’Ispra, chiedendo denaro in più occasioni. In caso contrario avrebbe redatto una relazione negativa e pregiudicato il rinnovo del contratto di lavoro in scadenza.
Il funzionario pubblico chiedeva una percentuale fissa, pari al 30 per cento sui lavori effettuati, ma una volta ha addirittura obbligato la ditta ad eseguire lavori per suo fratello.
I due episodi impongno una riflessione sul rispetto della legalità a Roma, dove si riconduce tutto al ‘pericolo’ stranieri, mentre tangenti e malversazioni, come si desume dai due episodi, sono ben presenti.


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