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Preside a giudizio perchè parla di cannabis

Autore: barbera. Data: giovedì, 9 aprile 2009Commenti (0)

In Italia anche parlare sta diventando difficile.

cannabisRuggiero Dicuonzo, preside del liceo scientifico Carlo Cafiero di Barletta, è stato rinviato a giudizio perchè il 27 gennaio 2007, in occasione di un’assemblea sulla legalità condotta dai carabinieri che spiegavano agli studenti delle quinte classi – molti dei quali minori – gli effetti nocivi delle sostanze stupefacenti sulla salute, affermò che non è scientificamente provato che le droghe leggere abbiano effetti dannosi né che possano dare assuefazione se assunte regolarmente.

L’intervento destò scalpore e polemiche e l’immediata segnalazione alla Procura della Repubblica da parte dell’ufficiale dei carabinieri presente all’incontro e interrotto dal preside e professore del liceo.

Secondo l’accusa, Dicuonzo, “in violazione dei doveri inerenti la sua pubblica funzione” avrebbe “pubblicamente istigato gli studenti, affidategli per ragioni di educazione ed istruzione, all’uso illecito di sostanze stupefacenti, che l’ordinamento vuole invece impedire e reprimere”.

Sul caso è interveniuta l’Aduc (associazione diritti utenti e consumatori), che definisce “follia censoria, antiscientifica e contro la libertà di insegnamento, espressione e informazione” la denuncia e il rinvio a giudizio del preside del liceo di Barletta per istigazione all’uso di stupefacenti.

“Se questa follia censoria fosse applicata alla lettera – afferma l’Aduc in una nota – anche siti Internet come il nostro, dove facciamo informazione quotidiana sulle droghe, dovrebbero essere denunciati per ‘istigazione al consumo”.

L’Aduc, favorevole alla liberalizzazione, ritiene “che la proibizione provochi maggiori danni di quanto le sostanze possano mai infliggere”. “Gli unici effetti nocivi individuati dagli oltre 17.000 studi sulla marijuana riguardano la salute neuropsichiatrica degli adolescenti – è detto – ma non è dimostrato quanto la sostanza sia causa oppure solo fattore scatenante di una patologia già esistente”.

Per l’associazione “anche tabacco e alcool, sostanze legali, creano maggiore dipendenza della marijuana e producono nel mondo circa 4 milioni di vittime ogni anno, mentre non si registrano decessi per cannabis”.

Secondo l’Aduc, inoltre, è “dimostrato che militari e poliziotti non dovrebbero fare informazione sugli stupefacenti nelle scuole, perchè provocano risultati contrari a quelli auspicati”.

Insomma, secondo l’associazione “da denunciare per istigazione al consumo sono i carabinieri e i poliziotti che vanno a pontificare nelle scuole e quei politici che ce li mandano”.

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