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Opinioni pericolose? Cacciato dalla Tod’s

Autore: . Data: venerdì, 24 aprile 2009Commenti (0)

Licenziato in tronco in seguito ad una dura presa di posizione sulla vita dell’azienda. E’ la storia di Guerriero, dipendente della nota fabbrica di scarpe. Un articolo per “Tu Inviato”

scarpaNell’Italia paralizzata dalla crisi, nell’Italia delle figuracce internazionali di Berlusconi, nell’Italia che mette in scena manifestazioni nazionali “per i diritti”, in questa Italia succede ancora che un lavoratore possa essere licenziato in tronco per aver espresso le proprie idee al datore di lavoro.

Sono cose che succedevano all’inizio del secolo scorso, quando doveva ancora iniziare la grande stagione sindacale che avrebbe portato al raggiungimento di diritti inalienabili per i lavoratori, come appunto quello di poter parlare liberamente al proprio “padrone” senza aver paura di ritorsioni di sorta, e che invece, ancora oggi, accadono in una delle più grandi e prestigiose aziende italiane.

Nella fattispecie Guerriero Rossi, dipendente presso lo stabilimento Tod’s di Comunanza, Ascoli Piceno, è stato licenziato per aver difeso, con una lettera, “la dignità personale e professionale dei colleghi e delle prerogative sindacali”, come scritto dalle organizzazioni sindacali confederali nel documento contro un atto che viene da loro giudicato “illegittimo in quanto privo di giustificato motivo soggettivo”.

Può il linguaggio utilizzato dal lavoratore essere considerato irrispettoso nei confronti di un’azienda al punto di portare al licenziamento? O fa parte della sfera soggettiva di ognuno di noi?

In questo caso il dipendente avrebbe solo cercato, attraverso un modo di esprimersi sicuramente aspro, ma comunque sempre “ironico e mai minaccioso”, di esprimere il proprio rammarico nei confronti del proprietario Della Valle e del comportamento da lui tenuto in occasione di una riunione sindacale.

E’ una lettera, quella di Guerriero Rossi, da cui traspare la profonda amarezza verso il modo di fare del datore di lavoro, che non tiene conto delle richieste degli operai ma che pretende di risolvere tutti i problemi con un bonus annuale e con le scarpe da acquistare in fabbrica.

Un comportamento che fa tornare alla mente quello dei grandi proprietari terrieri che, durante l’età padronale, pretendevano di migliorare le condizioni di vita dei braccianti, esausti dalle troppe ore di lavoro e dai pochi soldi ricevuti in cambio di esso, con qualche chilo di grano in più durante il raccolto.

Verrebbe però voglia di ricordare a Della Valle che oggi le condizioni dei lavoratori sono mutate, che grandi battaglie sindacali hanno percorso il nostro paese per far sì che tutti, nessuno escluso, possano rivolgersi al proprio “padrone” in un rapporto alla pari, potendo esprimere le proprie convinzioni e le proprie idee senza, per questo, aver paura di essere licenziati.

Il comportamento del proprietario della Tod’s ricorda una concezione autoritaria del passato, dove il contradditorio non era contemplato e dove l’operaio doveva stare zitto a lavorare, togliendosi il cappello quando il padrone passava.

Comunque sia, l’azienda ha scelto la strada del licenziamento perché ha ritenuto il comportamento di Guerriero Rossi “pericoloso”, come scritto in una nota diffusa dalla Tod’s.

Il sindacato ha replicato che, al contrario, il dipendente ha manifestato coraggio e coerenza con le proprie idee, le stesse che lo hanno portato ad essere componente della Rappresentanza sindacale dell’azienda.

Elisa Mariotti

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