Morti lavoro, il governo ammazza i processi?
Ieri levata di scudi di sindacato e opposizione contro le voci di modifica di una norma del Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro. Secondo la Fiom, “i livelli alti non saranno più responsabili”
Il ministro del Welfare Sacconi ha già bollato le voci diffuse ieri, a proposito una norma “salva manager” all’interno delle modifiche già preannunciate al Testo Unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, come un “processo alle intenzioni”.
Eppure ieri si respirava un’atmosfera densa di indignazione tra chi si occupa ogni giorno dei diritti dei lavoratori. Tantopiù che la modifica in questione (all’articolo 10 della legge stessa) condizionerebbe in partenza l’esito del processo contro i dirigenti della Thyssenkrupp, in corso a Torino.
“Se passa questa novità contenuta nell’articolo 10 bis – ha spiegato ieri il segretario nazionale Fiom Giorgio Cremaschi – i livelli alti dell’azienda non saranno più responsabili di gravi infortuni. E’ una norma ‘ammazza processi’, un lodo Alfano per i top manager”.
Le responsabilità, ha aggiunto, “ricadrebbero così sui lavoratori, medici, fornitori e progettisti”.
Dal punto di vista tecnico-giuridico, gli avvocati che seguono il processo Thyssen a Torino, Elena Poli e Sergio Bonetto, hanno spiegato come la nuova formulazione dell’art. 10 bis preveda “che la responsabilità del datore di lavoro sia (…) esclusa se l’evento è imputabile a preposti, medico competente, progettisti, fabbricanti e soprattutto ai lavoratori, per violazione delle norme previste dal Testo unico sulla sicurezza”.
La norma, hanno aggiunto, è “retroattiva, per cui il primo effetto si avrà sui processi in corso”. Secondo Poli, “di fatto, si elimina la possibilità di accertare la responsabilità di chi sta più in alto, in molti casi top manager e amministratore”.
Durissimi gli esponenti dell’opposizione. “I morti della Thyssen, della Umbria Olii, e in generale tutte le vittime di incidenti sul lavoro, vengono uccisi per la seconda volta da una norma che il governo ha inserito all’articolo 10 bis del decreto legislativo sulla sicurezza sul lavoro”, ha denunciato Paolo Brutti, responsabile delle Politiche del Lavoro dell’Italia dei Valori. Bisogna opporsi in tutti i modi a questa norma barbara – ha concluso – perché le responsabilità delle morti bianche non ricadano sulle stesse vittime”.
Di modifica “vergognosa” ha parlato Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione comunista. Mentre Gianni Pagliarini del Pdci, Presidente della Commissione Lavoro nella scorsa legislatura, si è rivolto direttamente al ministro Sacconi: “Se davvero si tratta di processo alle intenzioni – ha osservato – faccia pubblicamente dietro front per smentire le voci su una simile porcata”.


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