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Su Berlusconi l’Unità lancia il sasso e nasconde la mano

Autore: barbera. Data: venerdì, 24 aprile 2009Commenti (0)

Il sito internet Dagospia.com, noto per occuparsi del retrobottega dell’informazione, ha rilanciato ieri un articolo della direttrice dell’Unità, Concita De Gregorio. Tra uscite e rilanci a soffrirne è l’informazione italiana, già in crisi.

informazioneA cosa servono i giornali, la televisione, i quotidiani on line, la radio? A raccontare la realtà, risponderebbe un alunno delle scuole elementari. In Italia non è così. In queste ore le polemiche sulla corte dei miracoli che circonda il Cavaliere si susseguono. Letterine, lettoronze, concorrenti del Grande fratello, bonazze e ballerine sono al centro dei rumors della Capitale, che narrano storie di ogni tipo, anche pruriginose. Per esser chiari subito di tratta di ‘merdaccia’.

Ieri la direttrice dell’Unità ha scritto: “Che storia inattendibile, no? Certamente falsa…” La frase era alla fne di un pezzo nel quale si riportavano alcune dichiarazioni fatte da una presunta procuratrice legale, vicina al presidente del Consiglio e, secondo De Gregorio, assidua frequentatrice delle feste organizzate a Palazzo Grazioli, residenza di Berlusconi.

Le ‘confidenze’ fatte dalla “precaria, molto volitiva, piuttosto bella” ragazza, se confermate, sarebbero molto gravi ed in un altro Paese civile avrebbero potuto comportare la caduta di un governo. Da noi, invece, sono finite a pagina 31 dell’Unità, non sono state verificate, anzi considerate “false” e rese note lo stesso.

Quando si pubblica una notizia è perchè è vera, se non se ne ha la certezza e non esistono possibilità di controllo si ignora. La diffusione di notizie offensive e non corrispondenti alla verità genera il reato di diffamazione a mezzo stampa. Cosa si fa nel Belpalese? Si pubblica lo stesso e poi si aggiunge non il dubbio sulla veridicità dei fatti, ma la certezza che si tratta di una bufala: “A questa storia non ho creduto e non ci credo”, ha tenuto a precisare De Gregorio, ripresa da Dagospia.

La giornalista ha commentato, riferendosi alle parole della sua interlocutrice misteriosa, che “alla festa di compleanno del Presidente c’erano quasi solo escort”. La parola in questione (la professione che descrive) ha un significato. Per evitare fraintendimenti De Gregorio l’ha spiegata in questo modo: “Accompagnatrici da catalogo, ultimamente autrici di libri editi da prestigiose case editrici”.

Wikipedia le descrive in una pagina ancora in via di completamento così: “Una ragazza escort, solitamente, è un’intrattenitrice. È colta (spesso laureata), conosce diverse lingue, sa come intrattenere una persona attraverso il dialogo. Per questi motivi la si può trovare spesso e volentieri accompagnare uomini d’affari in trasferta di lavoro, che la “sfruttano” per mostrarsi al fianco di una bella ragazza. Non di rado l’accompagnamento è seguito da incontri sessuali, che spesso sono il motivo principe del contatto con la ragazza in questione”.

La direttrice dell’ex quotidiano del Pci, quindi, ci fa sapere che le signorine ‘escort’ sono “testimoni di eccezione a certi processi di risonanza transoceanica, ospiti nei talk show a giorni alterni per illustrare le caratteristiche del loro tipo di part time” ed infine rende noto un particolare: “La farfalla l’ho vista, la portava al collo (la ragazza delle’confidenze’, ndr): ha un bordo d’oro e le ali trasparenti tempestate di piccoli strass. Forse brillanti, può essere. La procuratrice mi ha detto che ne sono state fatte fare centinaia”.

Per farfalla si intende un gioiellino che il generoso ospite regalerebbe alle signore e che sarebbe diventato una specie di segno di riconoscimento in grado di definire un’appartenenza. Come il distintivo del Rotary o quello della Cgil. Meglio lasciar da parte il resto dell’articolo e sorvolare sulle supposizioni che rischiava di ispirare.

Il Paese sta vivendo uno dei periodi più bui della sua storia. Nemmeno troppo lentamente un regime sta occupando tutti gli spazi possibili, in Parlamento l’opposizione conta nulla o quasi, i cittadini sono bombardati dalla propaganda e inebetiti, la crisi moltiplica povertà e disoccupazione e si è sdoganato persino il ventennio fascista.

Un direttore di giornale dovrebbe raccontare fatti, cercare di controllare l’operato del Palazzo, battersi per la libertà di espressione. Se crede, dar spazio ai pettegolezzi, ma assumendosene la responsabilità.

I fatti riportati dall’Unità sono allo stesso tempo gravissimi, se confermati, e banali se inseriti nel contesto generale. Gravissimi perchè non è ammissibile che un premier organizzi meeting di escort a casa sua. Non per motivi morali, ma per il rischio che relazioni ‘ambigue’ possano mettere i presenti in condizioni nelle quali la loro indipendenza di giudizio e decisione possa essere scalfita. Banali perchè ben di peggio accade nella Penisola.

Un esempio lontano nel tempo. Nel 1963 un membro del governo inglese, il conservatore segretario di Stato alla guerra John Profumo, incontrò ad una festa una bellissima modella e show girl, Christine Keeler. Tra i due, secondo le cronache del tempo, nacque una brevissima relazione, salvo che la donna ne aveva una anche con Evgeni “Eugene” Ivanov, presunto capo del Kgb, il servizio segreto sovietico, a Londra.

Profuno dovette dimettersi e poco dopo anche il primo ministro, Harold Macmillan, per le conseguenze dello scandalo si dimise.

Un giornale deve scegliere: indagare e denunciare o tacere. Di certo non lanciare il sasso e poi nascondere la mano.

Roberto Barbera

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