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L’Iraq ha bisogno di democrazia

Autore: . Data: mercoledì, 1 aprile 2009Commenti (0)

L’intervento militare internazionale ha abbattuto il regime di Saddam Hussein, ma non ha trascinato il Paese in altra violenza, senza mai curarsi della democrazia.

iraqAli Abdulmahdi Hassan, portavoce della Iraqi Democratic Future Network (Idfn), un’organizzazione non governativa impegnata Iraq per la difesa dei diritti umani, ha dichiarato: “La nostra associazione in due anni ha attivato più di 160 laboratori di formazione per discutere dell’importanza nella società irachena dei diritti civili, ma c’è ancora bisogno di interventi per placare le violenze che ormai sono solo di origine politica”.

Il rappresentante della società civile irachena, che ha parlato ieri a Roma durante un’incontro presso l’Associazione della stampa estera ha aggiunto: “La presenza delle truppe Usa nel nostro Paese è voluta da una parte del governo che sta lavorando male sul fronte dei servizi alla popolazione, ma nasce anche da una serie di interessi che lo stato americano ha nel nostro territorio”. Il rappresentate di Idfn ha chiesto poi che “si ponga fine alle violenze e si attivino campagne di sensibilizzazione dell’opinione pubblica”.

Paola Gasparoli, della ong ‘Un ponte per…’ ha spiegato che “il governo iracheno si sta avviando verso quello che è stato definito un ‘nuovo tipo di autoritarismo’, basti considerare che è all’esame del parlamento un disegno di legge che imporrà alle organizzazioni non governative delle regole ferree per le loro attività, costringendole a dichiarare donatori e canali e obbligandole a dotarsi di uno statuto”

Gasparoli ha aggiunto: “Il fatto di esser riusciti a creare una rete di organizzazioni per i diritti umani di tipo non governativo è già un bel passo avanti, se si considera nei 33 anni di dittatura tutto doveva essere controllato dal partito”.

Se è vero che oggi in Iraq esiste un movimento per i diritti civili, tuttavia, ormai da anni i servizi essenziali (acqua, energia elettrica, trasporti pubblici) non sono più assicurati ai cittadini, mentre scuole, ospedali, servizi di assistenza sono in condizioni inimmagiabili.

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