L’Aquila senza gas, acqua non ancora potabile
L’acquedotto ha subito seri danni, non dappertutto è tornata la luce. Difficili le comunicazioni telefoniche, capoluogo raggiungibile solo da Terni
C’è un solo tratto ferroviario abruzzese ancora interrotto, tra L’Aquila e Sulmona: ci vorranno almeno altre ventiquattr’ore. Il capoluogo finora è raggiungibile solo da Terni.
Lo scalo aeroportuale di Pescara funziona regolarmente: per poter gestire la crescente quantità di traffico giustificato dall’emergenza, da Forlì è giunta una torre di controllo mobile dell’Enav.
Riguardo all’acqua potabile, nonostante le rassicurazioni di Silvio Berlusconi (“Gli acquedotti funzionano e l’acqua è fruibile”), i tecnici del comune dell’Aquila hanno accertato che l’acquedotto comunale ha subito seri danni.
Le perdite non consentono di riempire le cisterne che forniscono acqua in particolar modo alla periferia e al centro storico dell’Aquila, a Castelnuovo e a Paganica. I tecnici hanno comunque garantito che entro le prossime 24 ore il problema acquedotto dovrebbe essere risolto in via definitiva.
Molti dei 15mila contatori della luce disalimentati subito dopo il terremoto per precauzione, hanno ripreso a funzionare ma sono tante le case rimaste in piedi nella provincia dell’Aquila ancora al buio. Buie anche le strade. Scarsa è l’illuminazione nelle tendopoli allestite per gli sfollati. Finora l’Enel ha inviato nella zona del terremoto 30 gruppi elettrogeni.
La distribuzione del gas è interrotta all’Aquila e nelle aree più colpite dal terremoto per motivi precauzionali. Prima che il metano ritorni nelle città colpite dal sisma di domenica notte, dovranno terminare le verifiche dei tecnici.
Le infrastrutture telefoniche non hanno subito danni, ma le linee per gli apparecchi fissi e i cellulari sono intasati e la congestione del traffico rende complicate le comunicazioni.


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