Influenza: psicosi e buoni affari
Da tre giorni i media non parlano d’altro e le conseguenze si vedono. L’allarme è cresciuto in modo abnome e la paura è diventata la nuova epidemia, ben più pericolosa della diffusione del virus.
Ieri è stata un’altra giornata campale per giornali e televisioni. In mattinata è rilanciata una notizia bislacca: “Influenza da suini: abbattuto allevamento, ma non per virus”. Pere che a Morra de Sanctis, in provincia di Avellino, un intero allevamento composto da 465 capi sia stato abbattuto. Il provvedimento era stato deciso perchè i maiali, tutti importati dall’estero, erano stati colpiti da una malattia vescicolare. Insomma, nulla a che vedere con l’influenza, ma probabilmente per associazione si è sentito il bisogno di parlare di influenza.
I suini sono pericolosi? La commissaria europea alla Sanità , Androulla Vassiliou, ha detto ieri: “Non si chiamerà più l’influenza da suini, ma abbiamo deciso di chiamarla Nuova influenza”. Lo ha precisato perchè “la definizione influenza da suini dava un’idea sbagliata nei confronti della carne di maiale, il cui consumo è sicuro purchè sia cotta”.
Androulla Vassiliou era stata, però, troppo severa. Poco dopo il Direttore generale aggiunto per la sanità della Commissione, Paola Testori Coggi, ha dichiarato: “Anche la carne suina cruda, non solo quella cotta è sicura perchè a tutt’oggi il virus della nuova influenza non è stato trovato nei maiali”.
Testori Coggi quindi ha ricordato che il virus sotto accusa “è una combinazione di diverse componenti – maiale, volatili e uomo – e per ora è stato trovato solo nell’uomo, non è presente in nessun animale”.
La notizia è stata confermata anche dall’Organizzazione internazionale delle epizoozie (Oie), che ha una visione globale sulle malattie degli animali e dai contatti tra la Commissione europea con le autorità messicane e canadesi che continuano la sorveglianza negli animali da allevamento.
I suini sono salvi e la rappresentate della Commissione ha confermato l’Ue “non prende alcuna misura di restrizione sulle importazioni dal Nord America in quanto ritiene che non ci sia alcun rischio” ed concluso: “La carne suina europea e quella italiana sono perfettamente sicure”.
Sgombrato il campo dall’allarme ‘carne di maiale’ debbono essere valutati i rischi reali per la salute dei cittadini. Su questo, sempre la Commissione, ha reso noto di giudicare per ora prematura ogni misura di restrizione dei viaggi verso i Paesi colpiti dall’influenza. “Nessuno deve sottovalutare la situazione, ma non c’è alcun motivo di panico” ha ribadito Androulla Vassiliou, sottolineando come l’Unione “continuerà a fare tutto il necessario per proteggere la salute dei cittadini europei”.
L’Organizzazione mondiale della sanita (Oms), intanto, ha deciso di innalzare da tre a quattro (su una scala fino a sei) il livello d’allerta per l’epidemia di ‘Nuova influenza’, avvertendo che nessuna regione del mondo è al riparo dalla malattia. Il numero uno dell’organizzazione, Keiji Fukuda, ha spiegato che la decisione è stata presa di fronte al fatto che il virus si trasmette da uomo a uomo.Fukuda ha ribadito, tuttavia, che l’Oms non raccomanda restrizioni degli spostamenti, osservando che ”con un virus così esteso, chiudere le frontiere o restringere i viaggi ha veramente pochi effetti sui tentativi di fermarne lo sviluppo”.
Sul fronte delle cure l’Oms già il 24 aprile aveva fatto notare che “non siamo disarmati di fronte al nuovo ceppo di influenza H1N1″ perchè il virus reagisce all’antivirale ‘Tamiflu’.
Definito quindi il quadro esatto, che non è nè allarmante, nè tragico un’altra notizia appare di rilievo. Il ‘Tamiflu’ e il ‘Relenza’ sono framaci simili e tutti e due utili nella profilassi dell’ifluenza e sono prodotti rispettivamente da Roche e GlaxoSmithKline.
Per i due colossi farmaceutici le cose non vanno per nulla male. Subito dopo l’eplosione dell’allarme il titolo Roche alla Borsa di Zurigo ha segnato un progresso del 3,72 per cento a quota 144,80 franchi svizzeri e GlaxoSmithKline a Londra ha realizzato un guadagno del 2,88 per cento a 1.035 pence.
Per gli analisti del settore è un vero ‘colpo di fortuna’, perchè il Tamiflu di Roche ormai era fuori mercato, poichè nello scorso inverno era stato inefficace nel 90 per cento dei pazienti ai quali era stato somministrato. Il Relenza di Glaxo, invece, era ancora efficace.
Per Roche potrebbe essere la fine di un piccolo incubo, dopo che lo scorso 22 aprile l’azione era crollata in Borsa a causa della verifica della bassa efficacia dell’Avastin, impiegato per la lotta ai tumori. Il farmaco, secondo alcuni esperti di borsa, aveva prodotto ricavi per 4,5 miliardi di dollari nel 2008.
Un articolo di Bruce Horovitz e Jayne O’Donnell per Usa Today, il più diffuso giornale americano, era analizzata la crescita di vendite non solo di Tamiflu, ma anche di mascherine, guanti di lattice, saponi anti batterici, salviette detergenti. Jerald Jellison, uno psicologo sociale, ha detto ai due giornalisti: “Quando siamo di fronte ad una potenziale minaccia tendiamo a immaginare il peggio”.
Il riflesso italiano del fenomeno ‘paura’ sono state più di 3 mila le telefonate dei cittadini al numero verde 1500, attivato dal ministero della Salute sull’influenza. In poco più di 6 ore dall’attivazione del servizio gli esperti hanno risposto soprattutto sulle richieste di informazione su modalità di trasmissione dell’infezione, sul consumo di carne suina e sui rischi per viaggi.
I media hanno una responsabilità nell’informare l’opinione pubblica, forse in casi come questo sarebbe il caso di esser più cauti.


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