Il super caldo terrestre è un pericolo
L’ambiente è diventato una questione politica. La destra sostiene non ci sono problemi, la sinistra afferma il contrario. In realtà coinvolge colossali interessi economici. Nel frattempo il pianeta si ammala sempre di più.
Il riscaldamento della temperatura globale difficilmente rimarrà sotto quei temuti 2 gradi che i Paesi hanno deciso di considerare come soglia inviolabile di aumento, se non saranno prese subito misure stringenti per limitare le emissioni di CO2: le misure attuali insomma, non sono sufficienti ad evitare che il termometro salga oltre i 2 gradi in più.
Il pronostico viene da nuove simulazioni sui cambiamenti climatici pubblicate sulla rivista Nature, frutto di due distine ricerche, una di Myles Allen dell’Università di Oxford, l’altra di Malte Meinshausen del Potsdam Institute for Climate Impact Research, in Germania.
Molti Paesi si sono accordati per contenere il riscaldamento globale massimo della superficie terrestre entro un valore non superiore ai 2 gradi, cifra stabilita sulla base di numerosi studi che confermano come un innalzamento superiore comporterebbe, con tutta probabilità , mutamenti climatici pericolosi per l’uomo e l’ambiente.
Però non era chiaro finora se le misure proposte per raggiungere l’obiettivo siano veramente sufficienti a contenere il riscaldamento.
Le due ricerche rendono pubbliche delle stime per nulla rassicuranti, che devono divenire un monito a fare di più. Infatti le stime di Meinshausen dicono che i livelli di emissioni che si raggiungeranno entro il 2050 sono forti indicatori della probabilità che l’aumento delle temperature supererà i 2 gradi entro il 2100.
Allen ha fatto i conti su tutta la CO2 emessa negli ultimi secoli e calcolato che per non superare i 2 gradi di aumento si devono limitare le emissioni cumulative sul periodo complessivo 1750-2500 a un totale di un milione di miliardi di tonnellate di CO2, di cui mezzo milione è stato già emesso, per cui adesso bisognerà ridurre al massimo.
“Emettere CO2 più lentamente può servire a guadagnare tempo – concludono i due scienziati – ma non risolve il problema. Raggiungeremo il nostro obiettivo solo eliminando in toto le emissioni”.
L’obiettivo è chiaro, la volontà politica dei governi meno.


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