I sondaggi politici e la coscienza dei cittadini
Alla vigilia delle elezioni per il Parlamento europeo si consolida la fiducia per il Pdl. Franceschini rianima il Pd.
La propaganda governativa e l’attivismo durante la tragedia del terremoto in Abruzzo hanno giovato a Berlusconi, che secondo un sondaggio commissionato da ‘la Repubblica’ guadagna 4 punti di gradimento, arrivando al 56 per cento degli italiani.
La compagine governativa, nonostante la crisi, ottiene il 2 per cento in più, come il nuovo partito del Cavaliere, il Pdl. La strategia di ‘nascondere’ i problemi, anche grazie all’aiuto di un gran numero di media, mostra i suoi benefici effetti su centro-destra. La Lega, invece, sembrerebbe nei guai: Bossi perde due punti ed il suo partito 4, con un 29 per cento complessivo che è il minimo da un anno a questa parte.
Se Franceschini mostra un successo personale, più due per cento, il Pd arriva al 31, comunque 19 punti sotto il Pdl, che è al 50. Di Pietro crolla, perdendo il 4 per cento in un solo mese e confermando un trend negativo lungo ormai quattro mesi.
Il ministro ‘preferito’ è Maroni, che grazie alla campagna segregazionista ed agli allarmi sui ‘pericoli incombenti’ guadagna il 3 per cento ed è in testa con il 63. A ruota, 62 per cento, Alfano (Giustizia) grazie ad un incremento di duie punti e Sacconi (Welfare), protagonista di una performance di più 5. Brunetta rimane stabile con gli altri.
Cresce l’Udc, con il 3 per cento in più, ed il partito di casini ottiene il 33 per cento della fiducia dei cittadini.
Per quanto sia difficile da dimostrare la coincidenza tra pressione della Tv e gradimento appare evidente. Non si tratta, come pensano i partiti, della quantità della presenza nei diversi Tg, ma dalle tematiche che in particolare i programmi delle diverse reti mandano in onda.
Le campagne contro i migranti, inserite in continui reportage su criminalità , violenze, istigazione alla paura premiano Maroni, che viene percepito come un ‘difensore’ contro il pericolo. Lo stesso vale per Sacconi, il quale sulla stessa linea di Brunetta, esternando posizioni demagogiche e ‘produttivistiche’, nutre le aspitazioni più elementari dei cittadini.
L’opposizione, che fino a poche settimane fa con Veltroni inseguiva le posizioni del centro-destra o non era in grado di contrastarle, ha a che fare con un Paese nel quale è diventato complicato affrontare la realtà e dove quello che si ‘percepisce’ conta di più di quello che è ‘vero’.
L’esplosione della cassa integrazione, i licenziamenti, gli stipendi, l’impoverimento della classe media e l’immobilità del governo non hanno per nulla inciso sulle preferenze dei cittadini. Insomma, il clima di regime, che non consente una ‘normale’ dialettica sulle cose continua ad allargare il cosenso per il berlusconismo.
E’ da vedere, comunque, se a queste percentuali è collegata un altrettanto alto valore per quel che riguarda la conoscenza delle condizioni in cui versa l’Italia.


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