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Franceschini sbaglia: Il Sud non ha bisogno di altri stagisti

Autore: . Data: martedì, 28 aprile 2009Commenti (0)

La campagna elettorale è cominciata ed anche le ‘fantasie’ dei partiti. Ieri il segretario del Pd ha tirato fuori una proposta da 450 milioni di euro, offensiva per l’intelligenza dei cittadini meridionali e per i giovani.

disoccupazioneSecondo Franceschini il suo partito presenterà nei prossimi giorni alla Camera una proposta di legge firmata da lui stesso e da Sergio D’Antoni. Il piano prevede 400 euro al mese per 6 mesi ai lavoratori impegnati in attività di formazione e un bonus di 3 mila euro per l’azienda che assume, per un anno. “Il costo del piano – ha sottolineato Franceschini – equivale esattamente ai soldi buttati dalla finestra dal governo per non fare l’election day a causa del ricatto leghista. Ci aspettiamo – ha concluso il segretario del Pd – una risposta chiara dalla maggioranza, un sì o un no, ma non dicano che non ci sono le risorse”.

Non è necessario essere dei profondi conoscitori della ‘questione meridionale’ per comprendere il tasso demagogico della trovata del segretario democratico. Anche il luogo nel quale l’ha presentata è emblematico: Eboli, la città dove Carlo Levi aveva voluto far fermare Cristo.

Costretto al confino dal regime fascista ad Aliano, in Basilicata, Levi aveva raccolto le sue memorie di perseguitato in un libro. Questo pensava nel 1945 della gente del Mezzogiorno: “Sono passati molti anni, pieni di guerra, e di quello che si usa chiamare la Storia. … Ma chiuso in una stanza, e in un mondo chiuso, mi è grato riandare con la memoria a quell’altro mondo, serrato nel dolore e negli usi, negato alla Storia e allo Stato, eternamente paziente; a quella mia terra senza conforto e dolcezza, dove il contadino vive, nella miseria e nella lontananza, la sua immobile civiltà, su un suolo arido, nella presenza della morte. — Noi non siamo cristiani, — essi dicono, — Cristo si è fermato a Eboli”,

Ad oltre sessant’anni dalla pubblicazione del romanzo autobiografico del grande scrittore molto è cambiato al Sud d’Italia, perchè non cambiasse nulla. Se Franceschini conoscesse le periferie delle città più importanti, Napoli, Palermo, Bari, Taranto o Catania, forse avrebbe riflettuto prima di parlare. Se il leader del Pd avesse idea del vuoto di prospettive che respirano i cittadini nei paesini delle provincie, oggi come allora abbandonati dallo Stato,  l’idea di regalare alle aziende soldi per tenere 100mila ‘giovani’ a fare gli stagisti per pochi mesi e dare ai ragazzi 400 euro al mese per sei mesi (continuando a ‘formarli’ al nulla per ritrovarli dopo come erano prima, disillusi a passeggiare) avrebbe preferito tacere.

Il tessuto economico Meridionale è in una crisi devastante. Le zone industriali sono diventate monumenti all’abbandono. Il commercio anche dove ‘tirava’ si va fermando, mentre il lavoro ‘regolare’ è una specie di chimera ed anche quello irregolare sta diventando un miraggio.

Da anni i corsi di formazione sono un parcheggio per laureati e non. Un fiume di soldi spesi per non ottenere quasi nulla, se non l’impiego, come insegnante, di qualcuno non sempre dotato di competenze, ma ben fornito di amicizie.

Le infrastrutture non ci sono, da Caserta a Foggia la linea ferroviaria che attraversa l’Appennino è a binario unico, in Sicilia il treno è un miraggio, la Salerno-Reggio Calabria un cantiere infinito, per andare da Bari a Napoli con le Fs (250 chilometri) ci vogliono dalle tre ore e mezzo alle sei ore.

Sulla disccupazione InviatoSpeciale ha già scritto in un articolo (leggi), nentre per l’Istat la diffusione dei casi di povertà assoluta mostra un vero e proprio stacco tra il Mezzogiorno e il resto del Paese, di fatto due realtà socio-economiche diverse: nel 2007, 3,5 per cento al Nord, 2,8 al centro, 6 al Mezzogiorno. Nel passaggio dal Nord al Mezzogiorno, la povertà assoluta raddoppia.

Franceschini non si è limitato alla ‘bufala’ degli ‘stagisti’. Ieri ha fatto quattro comizi in trenta minuti durante il ‘viaggio elettorale’ al Sud. Era in Campania per rilanciare la ‘questione meridionale’ ed aveva scelto un treno per pendolari come mezzo di campagna elettorale. Primo intervento ad Eboli, dove ha parlato cinque minuti.

Nel suo intervento flash ha sostenuto che “il governo Berlusconi ha tradito il Sud. Non Bossi e la Lega, ma i cittadini del Sud dovrebbero gridare Roma ladrona” ed aggiunto: “Non possiamo accettare che il Mezzogiorno paghi il prezzo della crisi. Il Sud è una risorsa e non un problema per l’Italia. Denunciamo con forza il tradimento del Sud compiuto dal governo Berlusconi che proprio in questa zona del Paese ha ottenuto la maggior parte dei consensi, oltre il 40 per cento”. Franceschini ha ricordato come dalla copertura del mancato gettito derivante dall’Ici sulla prima casa o fino al finanziamento delle quote latte “tutte queste misure sono state sottratte al Mezzogiorno, si tratta di 20 miliardi di euro, un vero e proprio tradimento per il Sud”. Per il segretario il Pd è impegnato “a invertire la tendenza con proposte precise”. Poi è andato subito via “perchè – ha detto – c’è il treno che parte”. A quel punto è salito su un convoglio che fermava a Battipaglia, Montecorvino, Rovella e Pontecagnano, prima di arrivare a Salerno. Ad ogni stazione lo aspettavano alcuni iscritti e simpatizzanti del partito e lui si affacciava dalla porte, salutava con “viva Pontecagnano” o “ciao Bellizzi”, e metteva al corrente i supporter che stavano assistendo al comizio più breve della storia. Arrivato a Salerno ha parlato in una sala delle Ferrovie e saggiamente è ripartito in macchina, perchè qualcuno probabilmente gli aveva spiegato la condizione in cui viaggiano i treni nel Mezzogiorno.

Dal centro sinistra ci si aspetta un atteggiamento diverso da quello del Pdl, non annunci senza contenuti, ma proposte concrete e serietà. Il Mezzogiorno richiede oggi un piano straordinario di intervento che lo salvi da un baratro di ritardo non solo economico-industriale, ma anche culturale nel quale sta cadendo,

Franceschini farebbe bene a studiare la situazione, cosa più utile dei comizi, specialmente se sono “i più brevi della storia”.

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