Coltelli a Roma
Un ragazzino di 15 anni è stato ferito nella notte del 24 aprile durante una rapina. Potrebbe sembrare solo un fatto di cronaca nera, ma è invece molto di più: nella Capitale si vanno affermando modelli comportamentali da metropoli americana.
Secondo una ricostruzione tutta da verificare, tre ragazzi di 15, 17 e 18 anni erano in giro per locali dalle parti del veccho gasometro, nel quartiere ostiense, una zona diventata ‘alla moda’ per i giovani romani. All’uscita di un pub sono stati avvicinati da tre coetanei, più o meno mascherati dalle solite felpe ‘abbondanti’, ed uno di loro è stato rapinato.
I derubati a quel punto hanno deciso di trasformarsi in ‘ronda’, sono saliti sulla loro auto ed hanno cominciato il pattugliamento della zona. In breve tempo hanno trovato gli aggressori, li hanno affrontati e nella rissa che è seguita il quindicenne ha ricevuto un fendente nella pancia. A quel punto i suoi due amici lo hanno portato all’ospedale San Giovanni e lì i Carabinieri finalmente sono stati avvertiti dell’accaduto. Adesso, per fortuna è fuori pericolo.
Si tratta dell’ennesimo episodio di violenza giovanile. A seguito alle ultime storie di accoltellamenti il sindaco Alemanno ha scritto al Ministro degli interni, Maroni ed a quello della Giustizia, Alfano chiedendo di inasprire le pene e permettere l’arresto per chi gira con un coltello in tasca.
Come sempre accade, il centro-destra fa finta di ignorare d’essere esso stesso il responsabile di un problema ed invoca ‘norme più dure’. Fabrizio Santori, consigliere capitolino e presidente della commissione Sicurezza del Comune di Roma ha dicharato: “Il Governo e il Parlamento hanno una grande occasione per emendare il disegno di legge contenente le disposizioni in materia di sicurezza pubblica inasprendo le pene per chi è trovato in possesso di armi da taglio, così come richiesto dal sindaco di Roma, Gianni Alemanno. I dati forniti dalla Polizia di Stato risultano inequivocabili e a maggior ragione, dopo l’intensificazione dei fatti di cronaca relativamente all’arma bianca, è necessario porre mano alla normativa, – ha proseguito Santori – rispetto al numero dei delitti in Italia, circa 600 all’anno in media, il 27,4 per cento sono costituiti da arma da taglio e già dall’inizio del 2009 si contano circa 50 omicidi con il coltello di cui 2 nella Capitale e 5 in Provincia di Roma, senza dimenticare i numerosi feriti che hanno coinvolto per lo più ragazzi minorenni”.
L’idea del centro destra di trasformare tutto in ‘emergenza’, con l’intenzione di spaventare i cittadini e poi mostrarsi nel ruolo dei ‘salvatori’, rasenta spesso l’irresponsabilità. Gli omicidi in Italia continuano a diminuire. In base ai dati delle fonti ufficiali disponibili elaborati dal Censis, sono passati da 1.042 casi nel 1995 a 818 nel 2000, fino a 663 nel 2006 (-36,4 per cento in 11 anni). Sono molti di più negli altri grandi Paesi europei, dove pure si registra una tendenza alla riduzione: 879 casi in Francia (erano 1.336 nel 1995 e 1.051 nel 2000), 727 casi in Germania (erano 1.373 nel 1995 e 960 nel 2000), 901 casi nel Regno Unito (erano 909 nel 1995 e 1.002 nel 2000).
Anche rispetto alle grandi capitali europee, nelle città italiane si registra un numero minore di omicidi. Nel 2006 a Roma si sono contati 30 casi, quasi come Parigi (29 omicidi, ma erano 102 nel 1995), 33 a Bruxelles, 35 ad Atene, 46 a Madrid, 50 a Berlino, 169 a Londra, che aveva toccato la punta massima (212 omicidi) nel 2003.
Diffusa una notizia non verificata, Santori ha concluso. “E’ in discussione alla Camera il disegno di legge contenente le disposizioni in materia di sicurezza pubblica. Auspichiamo che il reato di detenzione abusiva di armi previsto dal codice penale stesso all’articolo 697 sia trasformato in un delitto. È necessario inasprire le pene e trasformare la detenzione da arma bianca come un delitto che può essere esercitato consapevolmente nei confronti di un altro individuo, con la possibilità di commettere un omicidio”.
Eppure era facile prevedere l’exploit di coltelli ed accoltallamenti. Il 13 febbraio 2006 furono apportare dal governo Berlusconi profonde modifiche all’art. 52 del Codice Penale. Da quel momento non è punibile chi usa un’arma se ritiene di essere stato in pericolo o di aver subito un’offesa ingiusta. In concreto è autorizzato l’uso di armi da fuoco da parte di chi subisce una rapina. In precedenza la situazione non era particolarmente diversa, ma il possesso di pistole era molto più disciplinato. Si è detto ai cittadini che ‘difendersi’ è armarsi e per i ragazzi ‘il rifugio’ è stato nel coltello.
Il continuo insistere sul clima di ‘pericolo’, sulla necessità di autodifesa e sulle ronde ha di fatto lasciato spazio a un nuovo modello di cittadino. Si tratta di una persona che è pronta a reagire, che non disprezza la violenza in quanto tale, ma che anzi la trova utile per tutelare le proprie proprietà o opinioni. Occhio per occhio, si sarebbe detto nell’antichità.
Alemanno a Roma ha cominciato subito con gli spot. Ha lanciato l’operazione ‘strade senza prostitute’ e da quel momento ogni possibile controllo sulla tratta delle sfortunate ragazze schiavizzate dal raket è diventato impossibile. Si vedono meno donne nei luoghi aperti, ma si sono moltiplicati i bordelli clandestini. Solo consultando il giornale per annunci gatuiti Portaportese, nella sezione ‘lavoro – prestazioni varie’ si trovano decine di offerte per ‘accompagnatrici’. E si tratta del ‘mercato trasparente’, meglio non soffermarsi su quello totalmente clandestino. Ma l’effetto ‘ottico’ ha suggerito agli ingenui conclusioni avventate e il sindaco si me sesso da solo una medaglia al petto.
Poi c’è la politica di discriminazione razziale, sempre guidata da Alemanno, nei confrotni di ‘zingari’ ed ‘irregolari’, che ha portato alla finta ‘bonifica’ del territorio dagli accampamenti. In realtà capanne o rifugi per gente che altro posto non ha per vivere vendogo ricostruiti altrove dopo l’abbattimento, in un gioco del quattro cantoni costosissimo ed inutile. Tuttavia, l’immagine dell’invasore straniero si è affermata, così gruppi di adolescenti si riuniscono in bande ed aggrediscono i poveretti per la strada.
Ha scritto il ‘Corriere della Sera’ il 15 aprile scorso: “Via Casilina, torna la caccia allo straniero. Un’aggressione dopo l’altra, una sequela di pestaggi, insulti razzisti, minacce. In pochi mesi cinque casi denunciati, anche se c’è il sospetto che gli episodi siano molti di più. L’ultimo quello di lunedì notte davanti a un bar di via Mussomeli, alla Borghesiana: un senegalese di 31 anni preso a bottigliate da un pregiudicato di 20, Mirko Blasi, arrestato poco dopo dai carabinieri nella sua abitazione. Aveva ancora la maglietta sporca di sangue. L’immigrato, Sow Samba, preso in giro perchè aveva un’auto vecchia, secondo l’aggressore, ha perso la vista da un occhio, seriamente compromesso dai colpi”.
Ivano Giacomelli, segretario di una associazione dei consumatori, Codici, ha nel campo delle scienze sociali idee un po’ confuse ed ha dichiarato sulla nuova richiesta di ‘pugno di ferro’ fatta da Alemanno: “Accogliamo positivamente le richieste del sindaco Alemanno, in quanto gli ultimi episodi accaduti a Roma sono la dimostrazione del grave degrado morale di alcune parti della società dovuto alla diffusa percezione di impunibilità, anche a causa dei ritardi della magistratura”.
Difficile spiegare a Giacomelli lo stato in cui sono costretti a lavorare i giudici, che la “percezione di impunibilità” è la conseguenza di un malfunzionamento delle istituzioni preposte al controllo dell’ordine pubblico e che a causa dei pesanti tagli operati da questo governo, Roma ha dovuto assistere allo sfratto di un commissariato di Ps perchè non c’erano i soldi per pagare l’affitto. Infine, “il degrado morale” ha origini varie, in parte legate ad una situazione di crisi economica grave, in parte condizionate da messaggi ‘culturali’ veicolati dai media e suggeriti dal ‘liberismo’ della destra, nei quali i caratteri prevalenti riportano a concetti di individualismo spinto, di centralità del profitto a tutti i costi, di soggettività da contrapporre alla condivisione o di diversità al posto di accoglienza”.
La sociologa di Codici, Monia Napolitano, ha però avuto una intuizione: “Tuttavia, diverso è il fenomeno che sta toccando le giovani generazioni e per il quale ci vogliono interventi mirati e azioni concrete di prevenzione al disagio minorile. L’ultimo episodio (l’accoltellamento, ndr), infatti, riguarda proprio due minorenni e ci riporta un po’ alle dinamiche intrinseche alle piccole bande minorili”.
L’associazione a questo proposito ha scritto di aver “individuato quelle che sono le caratteristiche delle baby gang”. I membri di queste ‘squadracce’, per Codici, “si fanno forza l’uno con l’altro e spesso hanno in tasca un coltellino. Tali gruppi sono solitamente composti da un numero di persone compreso tra i 13 ed i 18 anni di età e concentrano il loro raggio d’azione in un’area della città ben precisa, creando, di fatto, un territorio di loro “giurisdizione”. Tuttavia il fenomeno si sta sempre più diversificando e bisogna capire in che senso al fine di attuare delle pratiche di prevenzione al disagio. A Roma, in particolare, nell’ultimo anno sono stati numerosi gli atti di sopruso compiuti da baby gang che, in particolare hanno interessato le seguenti zone: Balduina, Prati, Prenestina, Monteverde, Flaminia, Tor Bella Monaca, Testaccio”. Per chi non è romano almeno due terzi della città.
Napolitano ha concluso che “il fenomeno delle baby gang è da tenere sotto controllo, trascurarne l’importanza, difatti, potrebbe provocare una escalation di violenza sempre più difficile da controllare. La devianza minorile è un problema generazionale che necessita di uno studio strutturato e di azioni concrete che vadano di pari passo rispetto all’evoluzione del fenomeno stesso”.
E mentre sindaco e Pdl continueranno mettere sullo stesso piano la loro legge sulle armi da fuoco con un provvedimento restrittivo per i coltelli, nessuno studierà un modo per evitare che gli esempi di bullismo e violenza almeno spariscano dalla Tv. Si sa, nell’elettrodomenstico sono la fonte dei migliori ascolti.


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