Alla Camera una legge razzista in nome della sicurezza
Prosegue in un silenzio preoccupante il cammino del disegno di legge sicurezza che sarà discusso alla Camera dal 27 aprile. Si tratta di un durissimo colpo ai diritti civili dei cittadini stranieri e mostra una approccio al fenomeno delle migrazioni di tipo decisamente razzista.
Per questo motivo le organizzazioni cattoliche promotrici dell’appello ”Solo una legge giusta puo’ dare sicurezza” (Acli, Caritas, Centro Astalli, Comunità di Sant’Egidio, Comunità Papa Giovanni XIII e Fondazione Migrantes) hanno incontrato a Roma, presso la sede nazionale delle Acli, un gruppo di deputati del Popolo delle Libertà .
Si trattava di Alessandra Mussolini, Alessandro Pagano, Marco Pugliese, Carmelo Morra, Antonio Pepe, Carmelo Patarino che hanno epresso in passato flebili disaccordi sul testo. Le associazioni hanno chiesto modifiche perchè gli esponenti del cento-destra presenti erano tra i firmatari della ‘lettera dei 101′, nella quale si rifiutava l’ipotesi di denuncia degli irregolari da parte dei medici.
Le associazioni cattoliche hanno esposto e consegnato ai parlamentari un documento con le proposte di emendamento o di cancellazione degli articoli di legge più controversi, riguardanti il reato d’immigrazione, la detenzione nei centri di identificazione, la limitazione del diritto alle cure mediche essenziali, l’esibizione del titolo di soggiorno per autorizzazioni di atti di stato civile e quindi per iscrizione anagrafica, l’incapacità al matrimonio.
In una nota si legge che “è la prima volta che le organizzazioni cattoliche incontrano su questo tema gli esponenti della maggioranza di governo, che hanno condiviso le indicazioni contenute nelle proposte di emendamento, impegnandosi a promuoverle e tradurle in atti concreti di modifica del ddl sulla sicurezza. Apprezzamento e soddisfazione è stata espressa dalle organizzazioni per la disponibilità concessa dai parlamentari”.
L’incontro, per quanto di rilievo politico, non avrà alcun effetto concreto. In altro articolo InviatoSpeciale ha riassunto i termini generali sui quali si basa la nuova normativa. Il punto centrale della quesione non è, infatti, il ‘ritocco’ di parti del provvedimento, ma l’ideologia che lo ha prodotto.
Nel Paese da mesi è in atto una escalation razzista, che grazie anche al lavoro dei media, sta generando infiniti episodi di vilenza ai danni di stranieri e migranti. Ormai in Italia è nata e si sta diffondendo una vera e prorpia ‘segregazione razziale’, che tiene al margine della società i cittadini di nazionalità estera.
La limitazione dei diritti civili di queste persone non solpisce solo loro, ma coinvolge anche chiunque tenti di difendere le libertà collettive. Affermare il diritto alla migrazione, la libertà di culto, l’inesistenza delle dfferenze tra le diverse razze umane è diventato problematico anche per i ‘bianchi’ con passaporto italico. Le forze politiche di opposizione sono per nulla interessate alla crescita di un movimento antirazzista perchè l’impopolarità del tema rischia di erodere ulteriormente il già compromesso bacino elettorale che controllano.
L’informazione, poi, su queste tematiche è del tutto assente, troppo impegnata a raccontare storie truci di violenze e stupri e per nulla attenta alla colossale macchina speculativa che coinvolge gli stranieri. Affitti esosi in nero, mercato clandestino dei permessi di soggiorno, sfruttamento, incidenti sul lavoro per personale non regolarizzato, assenza di assistenza legale, sanitaria, scolastica per migliaia di migranti costretti a vivere in uno stato di semiclandesitinità .
Se non si affermerà una cultura della ‘coesistenza’ e non si contrasteranno i richiami alla paura ed al pericolo che generano il razzismo e la xenofobia l’Italia rischia di perdere una antichissima tradizione di ospitalità e solidarietà umana.
Protagonista della ‘teoria della dscriminazione’ è la Lega nord, che per puri motivi elettorali cavalca in ampie zone del Paese l’ignoranza e la non concoscenza dei fatti e nutre l’ostilità verso i ‘diversi’.
Ma è tutto il centro destra e parte del centro-sinistra a seguire il partito dei padani su quel terreno. L’arrivo del disegno di legge alla Camera dovrebbe portare le associazioni per i diritti civili ed organizzare una battaglia di opinione per la difessa della libertà in Italia, perchè un Paese civile no distingue i cittadini che vivono sul suo territorio. Il sindacato, da parte sua, dovrebbe impegnarsi per difendere i migranti, perchè tra i lavoratori sono quelli più colpiti, discriminati e sfruttati. Le organizzazioni degli imprenditori, infine, avrebbero il dovere di emarginare chi utilizzando il lavoro nero si avvantaggia sul mercato, colpendo quelli che si comportano con correttezza.
Invece il silenzio regna sovrano ed il disegno di legge spedito sta arrivando al voto. Dopo la sua approvazione, se nulla cambierà , l’Italia non sarà più la stessa.


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