Alfonso Signorini, il Gf ed il razzismo ‘involontario’
Il razzismo è diventato un riflesso condizionato e spesso colpisce anche chi non ha la percezione di trasmetterne il messaggio negativo.
Così è stato per il pluridirettore Alfonso Signorini, a capo di ben due giornali ‘Tv Sorrisi e Canzoni’ ‘e Chi’ e ospite in servizio permanente effettivo di innumerevoli programmi televisivi.
In una lettera indirizzata ai propri lettori, Signorini, scrive a proposito della secondo lui “storica edizione del Grande Fratello” che “quando gli autori mi hanno presentato il cast all’inizio del programma ero molto perplesso. La solita storia strappalacrime del diverso, dell’emarginato, dello zingaro redento, mi ero cinicamente detto”.
Il giornalista si riferisce a Ferdi Berisa, il vincitore del Gf9. In realtà il ragazzo è solo un ‘testimonial’ inconsapevole della tragedia sulla quale governo e centro destra stanno costruendo la più dura campagna segregazionista della storia italiana. Si tatta dell’offensiva contro i migranti.
Per Signorini le centinaia di persone che fuggono da guerra e miseria, attraversano il mare, soffrono l’esclusione e lo sfruttamento sono da “storia strappalacrime”, di certo non protagonisti di un dramma che ha causato dal 1988 fino ad oggi, solo durante i viaggi, 13.767 morti accertati, di cui 5.449 mai più ritrovati.
Il direttore insiste: “Non ha sfruttato la sua storia personale più di quanto non abbiano fatto gli altri concorrenti, ha mostrato in diretta fragilità, emozioni, gioie per le quali, chi più chi meno, tutti siamo passati”.
La necessità di omologare e di differenziare allo stesso tempo è singolare. “Tutti siamo passati”, ma anche “non ha ha sfruttato”. Certo, lui è ‘diverso’, ma non lo ha fatto vedere.
Da ‘Fortess Europe’ ecco alcune dichiarazioni di migranti durante la recente crisi di Lamperdusa: “Ci hanno picchiato coi manganelli, ci hanno lanciato gas lacrimogeni. E noi eravamo senza niente. Eravamo in un angolo e c’era gente che dormiva ancora. Una cosa mai vista”. “Tutti sanno che quel giorno la polizia picchiò i tunisini, anche le organizzazioni che lavorano qui. La polizia era così arrabbiata. Alcuni li prendevano in due sotto braccio e li portavano in bagno, uno alla volta. Poi chiudevano porte e finestre e li picchiavano”. “Abbiamo incontrato dei tunisini gravemente feriti, sembravano ferite di guerra”. Un altro pone una domanda inquietante: “Dico grazie alla Marina italiana che ci ha salvato in mare. Ma perchè, penso, ci hanno salvato se dovevano metterci nell’inferno?”.
Le parole sono quelle di chi era ‘ospitato’ nel Centro di identificazione e espulsione (Cie) dell’isola. Al giovane montenegrino vincitore del reality è andata bene, a migliaia di altri non va nello stesso modo. Signorini aggiunge nel suo articolo: “Vincendo ha dimostrato che nella vita non solo è bello, ma addirittura doveroso credere ai propri sogni”.
E’ vero, è bello credere ai sogni, ma solo quando si posseggono. Come è possibile averne se esiste un Paese che quasi tutte le organizzazioni umanitarie del mondo criticano per l’atteggiamento tenuto in varie occasioni nei confronti degli stranieri, nel quale appena si arriva, ovviamente senza documenti, si viene rinchiusi per essere identificati ed espulsi?
Il direttore sa tutto di Belen Rodriguez e del suo fidanzato Corona, fotografati in vacanza alle Maldive mentre si divertono ad ‘amoreggiare’ nudi (perchè la stessa cosa fatta su una spiaggia italiana da un meccanico ed una commessa è sanzionata con una denuncia per atti osceni in luogo pubblico?), è infomatissimo sui fidanzati delle veline ed i tradimenti dei calciatori. Buon per lui. Un tempo, secondo le cronache, insegnava lettere nella scuola media dell’Istituto Leone XIII di Milano e dovrebbe conoscere bene il valore dell’esempio.
Sigrorini conclude il suo articolo su Ferdi Berisa: “Incontrandolo in studio, la sera della vittoria, mi ha preso da parte. “Come si fa a esprimere con chiarezza e lucidità il proprio pensiero? È la prima cosa che voglio imparare”: è stata la sua insolita richiesta. A lui non interessa sfondare nel mondo dello spettacolo: “Sfrutterò questo momento per mettermi da parte i soldi che serviranno ai miei studi, al mio futuro” mi ha detto. Ecco perché ha meritato di vincere: perché ha buon senso da vendere. Come tutti quei giovani, e l’Italia ne è piena, che vivono il loro presente con impegno e con una tenacia che non sempre viene premiata. In fondo Ferdi lo zingaro ha vinto anche per loro”.
Il direttore non è un razzista ed ha ragione: l’Italia è piena di giovani che cercano di sopravvivere e non hanno chance. Lui non può occuparsene, perche il suo pubblico ha ben altre curiosità. Però, siccome quegli stessi lettori vanno anche a votare ed a volte premiano proprio chi impedisce ai ragazzi italiani e stranieri di costruirsi una vita civile, che faccia tesoro della domanda dello ‘zingaro’ Ferdi: “Come si fa a esprimere con chiarezza e lucidità il proprio pensiero?”.
Perchè scrivendo di migranti, quando riesce a farlo, un giornalista è in grado di salvare delle vite, offrendo al pubblico non l’idea di storie ‘lacrimevoli’, ma la cronaca di vicende agghiaccianti e contastando così razzismo e xenofobia. Ma il gossip è il gossip e di più non si può fare.


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