Al via processo per omicidio razzista
Comincia oggi il processo per l’omicidio di Abdoul Salam Guiebre, detto ‘Abba’, un ragazzo di 19 anni nato in Burkina Faso e cittadino italiano.
Il 14 settembre scorso, a Milano, in via Zuretti, due baristi, padre e figlio, Fausto e Daniele Cristofoli, uccisero a sprangate il giovane, dopo averlo inseguito perchè con due amici aveva rubato un paio di pacchetti di biscotti e qualche barretta di cioccolato. I Critofoli durante il picchiaggio e dopo l’omicidio si erano lasciati andare ad insulti razzisti, chiamando Abba agonizzante “sporco negro”.
Questa mattina, davanti al gup di Milano, Nicola Clivio, comincerà per i due baristi detenuti da quel giorno, il processo con il rito abbreviato. In caso di condanna potranno avere uno sconto fino a un terzo della pena.
Il rito abbreviato è subordinato all’audizione dei medici legali della Procura e della difesa che eseguirono l’autopsia del ragazzo. Per i consulenti del pm Roberta Brera, che contesta ai Cristofoli l’omicidio volontario aggravato dai futili motivi (non dall’aggravante dell’odio razziale), Abba fu raggiunto da tre colpi, vibrati con il bastone in ferro che sorreggeva il tettuccio del chiosco ambulante, a bordo del quale i due baristi avevano inseguito i tre ragazzi.
La deposizione dei consulenti servirà a chiarire definitivamente la dinamica della tragedia, della quale esiste anche un video con le immagini riprese dalla telecamera di uno stabile.
Uno degli amici che erano con lui raccontò agli agenti della Squadra Mobile la morte di Abba: “L’uomo coi capelli bianchi (Fausto Cristofoli, ndr) ha colpito Abdoul sul braccio col bastone e quindi quest’ultimo è andato a sbattere di schiena contro una macchina che era lì parcheggiata ed è stato raggiunto dall’uomo più giovane che, senza esitare, lo ha subito colpito con la spranga di ferro all’altezza della tempia sinistra… l’uomo più giovane si è accanito contro Abdoul che ormai era caduto e non riusciva più a difendersi”.
Fausto Cristofoli, smentito dalle immagini, ha invece sostenuto: “Daniele mi ha visto circondato da queste persone, ha raccolto il gancio di ferro da terra e ha colpito una delle persone, quello con la pelle scura, alla testa. Daniele mi ha detto che ha colpito l’individuo solo una volta, usando la parte mediana del ferro, ma non la sporgenza all’estremità ”.
I legali della famiglia di Abdoul, Mirko Mazzali e Luca Troyer chiederanno anche un risarcimento che ancora non è stato quantificato con certezza ma sarà certamente di alcune centinaia di migliaia di euro.


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