Vertice G8 in Sardegna: l’Italia rischia il deferimento alla Corte di giustizia europea
La Commissione europea ha inviato all’Italia un ultimo avvertimento scritto per l’ordinanza che semplifica procedure per le opere connesse alla riunione dei capi di Stato del G8 che avrà luogo questa estate alla Maddalena.
Per Bruxelles si tratta di una ordinanza “in contrasto con le norme comunitarie che impongono di eseguire valutazioni dell’impatto ambientale per determinati progetti”. L’Italia rischia il deferimento alla Corte di giustizia europea.
L’ordinanza, indica una nota comunitaria, istituisce un regime giuridico semplificato per le opere connesse alla riunione del G8 in Sardegna e per quelle connesse alle celebrazioni del 150mo anniversario dell’Unità d’Italia nel 2011.
L’ordinanza prevede in particolare la possibilità di dare inizio ai lavori prima del completamento delle procedure di valutazione dell’impatto ambientale. Ricorda la Commissione che in base alla normativa comunitaria degli stati membri “devono provvedere affinchè l’autorizzazione di progetti con un potenziale impatto significativo sull’ambiente e l’inizio dei lavori ad essi connessi siano subordinati a una valutazione dell’impatto ambientale”.
Una lettera di costituzione in mora era già stata trasmessa alle autorità italiane da Bruxelles nel giugno dell’anno scorso. Essendo il regime giuridico istituito dall’ordinanza tuttora in contrasto con la normativa Ue ed essendo stato dato inizio ai lavori sull’isola della Maddalena prima del completamento delle procedure di valutazione dell’impatto ambientale “la Commissione si appresta a inviare all’Italia un parere motivato”.
Si tratta del secondo e ultimo avvertimento scritto al quale lo stato membro deve conformarsi entro un termine preciso, in genere due mesi. Se ciò non avvenisse la Commissione potrebbe portare l’Italia alla Corte di Giustizia Ue.
L’efficienza del governo Berlusconi, quando si tratta di fatti concreti, lascia a desiderare.


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