Una nuova cura per la leucemia linfatica cronica
La Roche ha annunciato che la Commissione Europea ha approvato l’uso del ‘Rituximab’, un farmaco utilizzato contro il tipo più diffuso di linfoma non Hodgkin di grado basso (a cellule B), per il trattamento della leucemia linfatica cronica.
Il ‘Rituximab’ in associazione con la chemioterapia sarà usato per il trattamento della leucemia linfatica cronica (Llc), il tipo di leucemia più diffuso tra gli adulti, nei pazienti con malattia non trattata in precedenza.
La Llc rappresenta circa il 30-40 per cento di tutte le forme di leucemia presenti nei Paesi occidentali. La sua incidenza globale è di circa tre casi su 100mila e ha una percentuale di diffusione maggiore del 30per cento tra gli uomini.
Colpisce principalmente le persone più anziane: il 70-80 per cento dei pazienti ricevono una diagnosi dopo i 55 anni di età, in particolare tra i 65 e i 70 anni. Sebbene la Llc sia generalmente considerata una malattia con uno sviluppo lento, una notevole percentuale di pazienti è affetta da forme che si sviluppano rapidamente.
L’approvazione è basata sui convincenti risultati dello studio di Fase III CLL8. Il professor Michael Hallek dell’Università di Colonia che ha guidato il gruppo di studio tedesco sulla Llc (Gcllsg, German CLL Study Group) nell’ambito del trial CLL8 ha dichiarato: “I dati dello studio CLL8 indicano che ‘Rituximab’, utilizzato in associazione con la chemioterapia, ha il potenziale per diventare lo standard di cura per il trattamento della Llc. L’approvazione di oggi renderà disponibile il trattamento migliore, rituximab più chemioterapia, ai malati di Llc di tutta Europa”.
William M. Burns, Ceo della Divisione Farmaceutica di Roche ha aggiunto: “L’approvazione ottenuta oggi per l’uso di ‘Rituximab’ nella Llc è una grande notizia per i pazienti affetti da questa devastante malattia. Abbiamo visto il farmaco trasformare la vita di oltre 1,5 milioni di persone affette da linfoma non Hodgkin (Nhl) e speriamo che questa approvazione possa determinare un cambiamento altrettanto importante per le persone che soffrono di questa patologia”.
Rituximab è un anticorpo terapeutico che si lega a una particolare proteina – l’antigene CD20 – sulla superficie dei linfociti B normali o maligni. Esso ‘recluta’ successivamente le difese naturali del corpo per attaccare e distruggere i linfociti B marcati. Poichè le cellule staminali (progenitrici dei linfociti B) del midollo osseo sono prive dell’antigene CD20, i linfociti B sani possono rigenerarsi dopo la terapia e tornare ai livelli normali in alcuni mesi.


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