Un ‘autunno caldo’ per l’Europa
Secondo, il commissario agli Affari monetari, Joaquin Almunia, l’intera Europa rischia “un autunno caldo” come conseguenza della crisi globale.
Per Almunia i recenti disordini sociali in Grecia, Islanda, Bulgaria potrebbero essere solo l’inizio e sottolinea che “le condizioni sociali si sono deteriorate, e peggiorano ancora” e di conseguenza “si rilevano tensioni dappertutto”.
Alla luce di questo “c’è bisogno di un solido dialogo sociale” e parallelamente è necessario “usare ogni strumento disponibile per chi perde il posto”. Detto questo, il commissario europeo sottolinea anche il fatto che si cominciano a intravedere “segnali migliori rispetto a tre mesi fa: alcuni banche hanno annunciato risultati più favorevoli delle attese, il mercato della liquidità va un po’ meglio, e l’impegno dei governi per i lavori pubblici comincera’ a dar frutti presto”.
Vuol dire che abbiamo toccato il fondo? “Non posso esserne sicuro – ha detto Almunia – ma spero di si’”. Ma per la ripresa è necessario dire la verità sulla durezza della crisi: “La fiducia non tornerà se noi non saremo capaci di descrivere l’attuale situazione com’è veramente e se, dunque, non dimostreremo d’essere consapevoli del compito difficile che ci attende”.
A fargli eco il presidente dell’esecutivo europeo, Josè Manuel Barroso per il quale la perdita di posti di lavoro è in questo momento ”la maggiore preoccupazione” della Commissione Ue.
Parlando alla vigilia del vertice dei 27 leader dell’Ue, Barroso ha ribadito come la disoccupazione nell’Ue si avvicina a grandi passi verso il 10 per cento. Nelle ultime previsioni di Bruxelles, lo scorso gennaio, il tasso di disoccupazione nell’Ue era previsto all’8,7 per cento nel 2009 e al 9,5 nel 2010.
Per il presidente del consiglio italiano, Silvio Berlusconi, ci vuole ottimismo. Convinto lui, convinto nessuno.


Lascia un commento