ThyssenKrupp, il processo va avanti
Ieri ha testimonaito un operaio. “Non fate gli eroi” diceva il capo della sicurezza.
Massimiliano Bianco, operaio che fino al giugno 2007 aveva lavorato come capoturno manutenzione pronto intervento nello stabilimento di corso Regina Margherita e che è comparso ieri mattina come testimone nell’udienza del processo ripreso a Palazzo di Giustizia ha detto: “L’unica frase che ricordo che Cafueri ci ripeteva era che lui non voleva eroi, di non fare gli eroi. È una frase fatta e penso che non ci sia bisogno di nessun commento, voleva dire di non esporsi al pericolo più di quello che si doveva”.
Cosimo Cafueri era il responsabile della sicurezza della ThyssenKrupp e uno dei sei indagati a processo a Torino. Rispondendo alle domande del pm Francesca Traverso, il teste ha spiegato che “nell’ultimo mese del mio lavoro, dopo la comunicazione della chiusura, c’era stato un rilassamento generale da entrambe le parti, anche nei miei ragazzi c’era meno grinta nell’affrontare i problemi, io mi metto nei loro panni e capisco che sapendo che avrebbero perso il lavoro magari in certi momenti la loro testa non era lì”.
Ad uno degli avvocati di parte civile che gli ha chiesto che cosa intendesse per “rilassamento generale da entrambe le parti”, l’operaio ha risposto che questo avveniva “anche da parte aziendale, magari le manutenzioni programmate erano più casuali, le si faceva a cavallo del singolo guasto, si viveva più alla giornata”.
A proposito degli incendi Bianco ha detto che, riferendosi alla Linea 5, “qualche volta è successo” e a proposito del significato di ‘incendio di palese gravità ha spiegato che non c’erano parametri precisi ma che ci si basava sull’esperienza.
“Una volta -ha riferito l’operaio – ho deciso di non far entrare i vigili del fuoco perchè non lo ritenevo necessario e per questo sono stato rimproverato da Cafueri e Salerno”. Rispondendo al pm il teste ha spiegato di aver fatto, in materia antiincendio, soltanto un corso di tre giorni in azienda, senza l’esame finale e alla domanda su come venissero spenti gli incendi della carta ha risposto che “prima intervenivamo con gli estintori a Co2 ma puntualmente non serviva e usavamo l’acqua”.
A quanto sembra, in realtà, il Co2 non serve per spegnere la carta in fiamme. Nella sua testimonianza c’è stata una contraddizione rispetto a quanto aveva dichiarato ai vigili del fuoco nel gennaio 2008 a proposito delle perdite di olio. All’epoca aveva infatti riferito che erano frequenti “perchè le macchine erano un pò vecchiotte”, mentre questa mattina ha detto che le più frequenti si verificano nei macchinari più nuovi.
Infine a proposito degli investimenti sui macchinari ha detto che c’era stato “un disinvestimento progressivo nel corso degli anni. Penso che questo fosse dovuto al fatto che non avessero soldi da spendere e che non volevano proseguire con l’attività”.


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