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Studenti dell’Onda caricati a Roma dalla polizia

Autore: . Data: giovedì, 19 marzo 2009Commenti (1)

Ieri sciopero di Flc-Cgil e Gilda della scuola, ma a Roma si è impedito agli studenti universitari di partecipare alle manifestazioni.

ondaIl segretario generale della Flc-Cgil, Mimmo Pantaleo, ha salutato con soddisfazione i risultati dello sciopero che la sua organizzazione ha proclamato da sola, senza le due altre confederazioni Uil e Cisl.

Ha detto il sondacalista: “L’Onda è tornata, ha riempito le 100 piazze dell’Italia che non si rassegna, dell’Italia che vuole contare. Alta l’adesione allo sciopero, molte scuole e sedi universitarie chiuse. Nelle cento piazze c’erano migliaia di lavoratori della conoscenza, insieme agli studenti, alle famiglie, ai lavoratori precari e degli altri settori produttivi, alla società civile, a parlamentari e amministratori per opporsi a un governo che scommette sull’ignoranza, evita il confronto, teme il dissenso”.

La Cgil ha fornito alcuni dati sulle adesioni: a Torino 40 per cento, a Novara 72, in Emilia il 50, a Forlì-Cesena per l’80, a Pescara punte del 60/70, a Brescia il 72, a Cremona il 66, in Toscana ha scioperato in media il 35, chiuso l’Istituto musicale Pergolesi di Ancona e l’accademia delle belle arti di Urbino, chiusa la facoltà di scienze della formazione di Bologna, 41 all’università di Genova e 60 all’università di Firenze, all’università Statale e al Politecnico di Torino oltre il 50 . «

Tuttavia la giornata di mobilitazione è stata scossa da un episodio molto grave avvenuto a Roma, all’università ‘La Sapienza’.

La polizia ha caricato gli studenti che volevano uscire in corteo dall’ateneo. Dopo le cariche, gli studenti si sono rifugiati all’interno dell’università. L’entrata principale della Sapienza è stato presidiato dalle forze dell’ordine come tutti gli altri accessi all’ateneo.

Uno studente, durante gli incidenti ha detto: “Ci hanno caricati di nuovo dicendoci chiaramente che oggi non sarebbe stato permesso nessun corteo questo avviene pochi giorni dopo la firma del protocollo d’intesa che limita il diritto a manifestare”.

Il giovane si rferisce ad un singolare provvedimento, firmato anche dalle organizzazioni sindacali e da molte forze politiche, introdotto dalla giunta Alemanno. Il discutibile regolamento prevede solo alcuni percorsi predefiniti e fissi per manifestare a Roma, così da non produrre ‘disturbo’ ai cittadini. I prevedibili risultati negativi  della decisione si sono visti subito.

Alcuni organi di stampa hanno riportato che i ragazzi avrebbero reagito lanciando oggetti contro la polizia. In realtà s trattava di scarpe e un partecipante alla manifestazione ha spiegato: “Ce le eravamo portate per lanciarle davanti al ministero dell’Economia come hanno fatto in Francia”

L’Unione degli Studenti ha subito diffuso un comunicato: “L’Unione degli Studenti è oggi nelle piazze a sostegno dello sciopero indetto dalla Flc-Cgil. Esprimiamo una totale condanna dei metodi violenti che stanno adottando le forze dell’ordine contro gli studenti presenti all’università della Sapienza di Roma che chiedono solo di poter manifestare ed esprimere il loro pensiero. Al momento dentro la città universitaria si trovano molti studenti, tra cui anche vari delle scuole superiori, a cui è impedito di uscire. È in atto un vero e proprio sequestro. Chiediamo che al più presto sia ripristinata una situazione pacifica e di normale agibilità democratica della città”.

Claudio Di Berardino, segretario generale della Cgil Roma e Lazio, ha dichiarato: “Solidarietà dalla Cgil di Roma e Lazio agli studenti della Sapienza. Il loro diritto di esprimere il dissenso sulla politica di tagli alla scuola e di attacco al suo ruolo pubblico contenuti nei provvedimenti del Governo è indiscutibile”.

Il sindacalista poi ha aggiunto: “Non si faccia poi un uso improprio del protocollo sui cortei. Quel protocollo ha il compito preciso di regolamentare i cortei e non quello di vietarli. Nessuno si nasconda dietro il protocollo per colpire il diritto di sciopero e la libertà di manifestare, né tantomeno per disattivare le forme di collaborazione che da sempre sono state agite da parte delle forze dell’ordine nella nostra città, a partire dalla ricerca del dialogo e del buon senso. Per questo ci chiediamo le ragioni dell’ingente schieramento di forze di polizia ed il perché si siano costretti gli studenti dentro la città universitaria  modalità queste che negano il dialogo e sono lontane dai valori di base rappresentati proprio dal protocollo, che richiede invece una capacità di condivisione e di partecipazione”.

Alla Cgil evidentemente sfugge il fatto che l’idea stessa di definire una ulteriore ‘regolamentazione’ dei cortei, superando la legge che già impone una formale richiesta alle autorità per lo svolgimento delle manifestazioni, è di fatto una limitazione della libertà di espressione dei cittadini.

Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione comunista, contrario al provedimento voluto da Alemanno in una nota ha fatto sapere: “Le cariche contro gli studenti effettuate oggi dalla polizia all’Università di Roma rappresentano un gesto sbagliato, ingiusto e inaccettabile contro il quale protesto con forza. Si tratta del primo frutto avvelenato del protocollo sui cortei voluto dal sindaco di Roma, protocollo che Rifondazione non ha firmato. Chiediamo ora a tutte le forze politiche di ritirare quella firma perché non è in questo modo illiberale e repressivo che si può gestire l’ordine pubblico nella capitale d’Italia”.

Pierpaolo Leonardi, Coordinatore nazionale Cub, esprimendo solidarietà agli studenti caricati dalla polizia ha aggiunto: ” Non possiamo assistere indifferenti all’utilizzo della Polizia e dei Carabinieri nei confronti di chi esercita il diritto di manifestare. Se questo è l’effetto del protocollo ammazzacortei siglato nei giorni scorsi, allora è evidente che deve essere stracciato. Da giorni la Questura di Roma sta cercando, in ossequio alla nuova normativa scaturita dal Protocollo, di farci spostare il percorso del corteo nazionale di sabato 28 marzo promosso dal Patto di Base in occasione della riunione dei Ministri del Welfare del G14. È evidente – ha proseguito Leonardi – il tentativo di ridurre al silenzio il conflitto proprio in concomitanza con la fase acuta della crisi economica. Noi non accetteremo di subordinare il nostro diritto a manifestare contro il tentativo di scaricare i costi della crisi sui lavoratori, alla sbandierata esigenza di mobilità dei cittadini o alle richieste di ordine dei commercianti del centro di Roma, e ci auguriamo che la Prefettura e la Questura non intendano trasformare anche quella giornata in un problema di ordine pubblico”.

Rimane misterioso il motivo che abbia indotto le organizzazioni sindacali e le forze politiche del centro-sinistra ad accettare un provvedimento che avrebbe prodotto con certezza incidenti. Non è infatti tollerabile che si debba organizzare un corteo scegliendo come se fosse la liena di un tram un itinerario prefissato, addirittura codificato, senza possbilità di deroga alcuna. La pretestuosità della scelta della giunta Alemanno è evidente, poichè anche sfliando per le vie ‘consentite’ si produce ‘disagio’ al traffico ed ai cittadini.

Come per molte altre decisioni dietro la scelta della ‘regolamentazione’ esiste solo la volontà demagogica di mostrare ai cittadini roani che ‘si è fatto qualcosa’ a prescindere dalla ragionevolezza della decisisione. Col risultato di produrre incidenti che altrimenti non sarebbero avvenuti.

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Commenti (1) »

  • MissMcGonegall ha detto:

    Mi sembra di leggere un capitolo della storia di qualche tempo fa…e quello che è successo dopo è stato devastante. Il regime totalitario avanza, con la collaborazione inspiegabile di tutta la sinistra…Noi cittadini normali assistiamo esterrefatti, mi domando quanto civorrà prima di precipitare nel buio più totale.

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