Stop agli straordinari. E il metrò si ferma
Lo “sciopero bianco” dei macchinisti della metropolitana milanese ha mandato in tilt il servizio, tra le proteste. Solo con super-lavoro e doppi turni i conducenti riuscivano a garantire efficienza: “Adesso basta, vogliamo nuove assunzioni”
E’ bastato che applicassero alla lettera il regolamento, rifiutandosi di fare straordinari, per mandare nel panico il servizio della metropolitana milanese.
Così i cittadini meneghini, infuriati, hanno invaso le pagine del web con le loro sdegnate proteste. Mentre i lavoratori rispondono punto su punto spiegando le loro ragioni.
“La mattina è un delirio, i treni arrivano già pieni a Bussero; a Cernusco e Vimodrone sono solo i più determinati ad entrare; se hai un minimo di dignità ti rifiuti di spingere per entrare e alla fine sono tanti a restare a terra e a ritardare scuola o lavoro! E’ possibile che non intervenga nessuno?”, si chiede una ragazza.
“Stazione Lambrate, ore 8.10: non son riuscita a superare i tornelli, i signori dell’Atm ci hanno bloccato per problemi di sicurezza causa sovraffollamento della banchina. Non è la prima volta che succede”, aggiunge un’altra.
“Ieri sera, 25/03, h. 18 transitati 4 treni di fila in direzione Cologno e 1 in direzione Gessate… impossibile salire (i maiali quando vengono portati al macello sono più comodi!!!!). stamattina attesi 10 min. in banchina prima di vedere un treno proveniente da Gessate”, replica un altro. E via di questo passo.
L’efficientissima Milano, dunque, crolla alla prima applicazione delle misure anti-sciopero volute dal ministro Sacconi. Infatti, alla rigida regolamentazione dei blocchi (già bollata da alcuni sindacati come antidemocratica e persino poco rispettosa della Costituzione) parte dei lavoratori ha risposto applicando il regolamento alla lettera e rifiutandosi di prestare opere aggiuntive (pur retribuite) extra contrattuali.
Tra l’altro, anche prima delle normative imposte dal governo, i macchinisti Atm avevano manifestato il loro disagio: l’anno scorso tranvieri, macchinisti e agenti di stazione avevano accumulato un milione e 800 mila ore di straordinario, ovvero l’equivalente al lavoro di mille persone.
Molti conducenti sono arrivati fino a 100/200 ore di straordinario al mese. Ed è legittimo chiedersi quale sicurezza possa garantire un autista di metropolitana che guida 12 ore al giorno.
“Vi posso garantire – ha spiegato uno di loro – che vedere come viaggia la gente urta anche noi. Reclamate con i vertici Atm, non con i conducenti quando entrano in banchina. Non serve a nulla, vi raccontano un sacco di balle, lavoriamo turni doppi per garantire tutte le corse, ora non facciamo doppio turno e come vedete mancano le corse. Allora di chi è la colpa? Di chi non fa 14 ore di lavoro giornaliero o di chi non assume a brevissimo e di chi sta dietro una scrivania?”.
Da parte sua, il presidente dell’Atm (l’azienda che eroga il servizio), Elio Catania, ha promesso mille assunzioni nei prossimi tre anni, ma ha anche detto che mancano i candidati, soprattutto da Milano e Lombardia, tanto che la società pensa a una revisione della legge del 1931 che blocca le assunzioni degli extracomunitari.
Ma la tesi della mancata domanda è stata ferocemente contestata da alcuni aspiranti conducenti di mezzi pubblici. Che sostengono, in rete, di aver spedito curriculum e di non aver ricevuto risposta. Oppure di averla ricevuta. Negativa.


Circa un mese fa,ho sostenuto il primo colloquio in ATM,la stessa mi ha convocato al colloquio circa due mesi dopo aver inviato il CV,credo che loro abbiano intenzione di assumere.Speriamo bene.Comunque devo dire che sono stati molto concreti a fornirci nei dettagli il percorso che ci vuole prima di entrare in ATM,certo non è facile,basta crederci.
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