Venerdì, 12 Marzo 2010 - 04:30
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Categorie | cronaca

Roma è tra le città d’Italia più colpite dall’usura

Durante un’audizione alla commissione giustizia del Senato l’assessore alla lotta all’usura della privincia di Roma,Serena Visintin, ha reso noto che  nel corso del 2008 le famiglie hanno conquistato il primato nazionale dell’indebitamento.
usura1L’anno scorso nella capitale sono stati sequestrati titoli bancari insoluti per 2,5 milioni di euro, mentre il fenomeno è cresciuto nel Lazio del 9 per cento. Visintin ha detto: “Il fardello che pesa in media su ciascun nucleo familiare romano secondo una recente analisi dell’ufficio statistica della Cgia di Mestre ammonta a quasi 22 mila euro. Se prima a finire sotto il maglio dell’usura erano soprattutto le piccole e medie imprese (il numero di imprese taglieggiate nel Lazio è stabile a 26 mila) con la crisi aumenta la vulnerabilità delle famiglie”.

Al rischio usura si accompagna quasi sempre, secondo l’ assessore, ”la difficoltà ad estinguere il mutuo della casa come dimostra il boom dei pignoramenti immobiliari, oltre 1.600 nel 2008”.

Dall’inizio del 2008 i pignoramenti sullo stipendio o su conti intestati alla persona insolvente sarebbero oltre 16.600. ”La situazione negli ultimi anni è notevolmente peggiorata – ha concluso Visentin – e la provincia di Roma compare infatti al primo posto nella classifica di aree metropolitane per numero di fallimenti e protesti”.

Oltre al reato di usura Roma sembra essere sempre più collegata alla rete del crimine organizzato. L’ex pubblico ministero della direzione distrettuale antimafia di Napoli Raffaele Cantone aveva dichiarato alcuni giorni fa: ”Nella capitale confluiscono gli interessi e gli obiettivi di tutte le forze criminali. Nel Lazio c’è una presenza variegata della criminalità, che non è solo rappresentata dalla camorra, ma anche da mafia e ‘ndrangheta”.

Ignaro del problema il sindaco Alemanno insiste nella campagna di allarmismo, invocando azioni nei confronti immigrati, di rom e sinti e grandi energie vengono impegnate nel controllo dei campi sorti nella Capitale e alla verifica delle persone presenti.

Lunedì, nell’ambito dell’attività di controllo delle aree golenali dei fiumi Tevere ed Aniene e dei nodi di scambio, la polizia  ha ‘bonificato’ (come si usa in linguaggio tecnico) tre insediamenti abusivi, che erano già stati resi inservibili in precedenti analoghi servizi, controllando ben tre persone.

Si spera che lo stesso impiego di uomni e mezzi sia riservato a mafia, ‘ndrangheta, camorra ed usurai.



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