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Pomigliano, gli operai nel dramma

Autore: . Data: martedì, 3 marzo 2009Commenti (0)

Si sono spinti fino a piazza San Pietro per chiedere aiuto. Le difficoltà, per gli operai campani, sono antecedenti all’attuale crisi. Ora è subentrata la disperazione. Un articolo per “Tu Inviato”

fiomcampaniaLa drammatica crisi industriale, nelle realtà meridionali, mostra la faccia più devastante sia sul piano sociale, sia su quello delle prospettive industriali e della tenuta democratica.

Gli effetti della crisi finanziaria sull’economia reale si sono sovrapposti, infatti, ad una crisi preesistente. I dati già registravano la caduta del il Pil, dell’occupazione (36.000 posti di lavoro in meno nel primo semestre 2008), delle esportazioni e, ancor più grave degli investimenti.

Migliaia di lavoratori erano già in cassintegrazione straordinaria e le risorse risultavano già insufficienti per gli ammortizzatori sociali in deroga.

Ora la crisi ha investito la Fiat e il settore auto ed è ancora più grave per l’assenza di investimenti per nuovi modelli a Pomigliano d’Arco e un nuovo motore a Pratola Serra (Av).

Il massiccio ricorso alla Cig a Pomigliano ha rappresentato una situazione insostenibile per gli operai di quello stabilimento, sia sul piano del reddito che delle prospettive industriali e di lavoro.

Da qui la straordinaria mobilitazione che ne è seguita fino alle cariche della polizia in autostrada, nelle scorse settimane e al protagonismo degli operai di Pomigliano, giunti fino a piazza San Pietro.

Ma non c’è solo la Fiat: poche settimane fa hanno scioperato gli operai della Fincantieri di Castellammare di Stabia, accanto alle manifestazioni dei lavoratori del settore informatico dall’Eutelia all’Eds.

L’epicentro della crisi in Campania, comunque, è rapresentato certamente dal settore auto con almeno 12.000 lavoratori in Cig, ma si estende con sempre più evidenza dagli elettrodomestici (Indesit-Whirlpool) e a tante piccole e medie aziende dove sono aperte procedure di mobilità e cessazione di attività.

Segnali preoccupanti arrivano anche dall’Ansaldo Trasporti, e negli stessi stabilimenti aeronautici dell’Alenia.

La Cig all’80% del salario e ammortizzatori sociali per le piccole aziende e per i precari sono rivendicazioni assai sentite tra i metalmeccanici della Campania.

Insieme ad una nuova politica industriale di sostegno pubblico per l’innovazione e la ricerca sulle nuove frontiere tecnologiche ecocompatibili, delle energie alternative, a cui collegare nuovi progetti e investimenti industriali.

Il tutto accade mentre nelle assemblee l’accordo separato sugli assetti contrattuali viene giudicato disastroso per il Mezzogiorno, visto che il contratto nazionale non recupera neanche l’inflazione reale e la contrattazione di 2° livello non coinvolge tantissimi lavoratori (e comunque si ridurrà ulteriormente a causa della crisi).

Dai lavoratori giunge la richiesta di più democrazia, di dar vita ad un referendum che dia la possibilità di decidere.

Insieme a questo, si coglie il rifiuto di un sindacato che smette di fare contrattazione per migliorare le condizioni salariali e di lavoro, per entrare nei Comitati Bilaterali e coogestire in chiave corporativa diritti universali e stato sociale.

Maurizio Mascoli
Segretario generale Fiom-Cgil Campania

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