Per la Cgil il governo aiuta le banche e dimentica i cittadini
Il segretario confederale Fabrizio Solari, dopo la seconda riunione del ‘Liquidity Day’, ha detto: “Per ora è stato dato molto alle banche, promesso molto alle imprese, nulla alle famiglie”.
Secondo il sindacalista questa politica desta “perplessità e denota” confusione istituzionale, anche alla luce della discussione sul federalismo. La scelta di affidare alle prefetture il coordinamento degli osservatori incaricati di monitorare la situazione ne sarebbe la dimostrazione. Solari quindi ha spiegato: “Il ministro Tremonti ha sottolineato che è un esperimento da verificare nel concreto, vedremo come potranno funzionare”.
Al presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, convinta che non ci sono più alibi per le banche di fare restrizione del credito, Solari ha risposto che “neanche le imprese hanno più alibi”, aggiungendo: le risorse che il Paese sta mettendo a disposizione alle imprese “non possono essere date a prescindere”.
Solari ha precisato di essere d’accordo col presidente dell’Abi, Corrado Faissola, secondo il quale il credito deve essere dato in base al merito creditizio, ma ha ricordato che il Paese ha gravi problemi strutturali e di riconversione da affrontare. “Pertanto – ha insistito il dirigente della Cgil – i finanziamenti devono essere accompagnati da piani seri di gestione, sviluppo ed anche, se necessario, riconversione produttiva, nell’ottica della tutela dell’occupazione e della prospettiva della crescita”.


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