Per il leghista c’è la “razza Piave”
Le dchiarazioni nelle quali sono ravvisabili tendenze razziste sono numerose e non sembrano impensierire chi le pronuncia.
Il prosindaco di Treviso, Giancarlo Gentilini, in un’intervista al ‘Giornale’ si è riferito ai matrimoni misti tra islamici e italiane ed ha affermato di dire “sempre alle trevigiane che incontro: mi raccomando, continuate a fare figli razza Piave. Del resto, il detto dei nostri anziani, ‘moglie e buoi dei paesi tuoi’, certo. E poi, lo sappiamo tutti che il problema di questi matrimoni è essenzialmente di tipo religioso. C’è qualche prete che ha perfino organizzato una sorta di moschea per favorire la cosiddetta integrazione. E poi si lamentano se a messa non va più nessuno, se in chiesa c’è il deserto”.
Poi il prosindaco di Treviso ha aggiunto: “Questi preti rossi, io ho fatto nomi e cognomi e li ho mandati tutti al Pastore tedesco (il papa, ndr). E meno male che c’è lui in Vaticano”.
Nella stessa intervista Gentilini, riferendosi ad una donna di origini marocchine che lavora alle poste di Treviso e che usa coprire il capo con l’hijab, un foulard nero, ha aggiunto con magnanimità: “L’impiegata non aveva il burqa e il suo viso solare era ben visibile. Nessun problema quindi”.
La funzionaria delle poste ha spiegato la sua usanza: “Mia nonna metteva il fazzoletto in testa la mattina e se lo toglieva la sera prima di andare a dormire. Non vedo nulla di male in una donna che se lo mette anche oggi. Rievoca le nostre tradizioni piu’ antiche”.
In passato l’esponente della Lega aveva parlato di “pulizia etnica dei culattoni”, oppure sostenuto che “gli immigrati li schederei a uno a uno. Purtroppo la legge non lo consente. Errore: portano ogni tipo di malattia: tbc, aids, scabbia, epatite…”, fino a dire : “Era domenica e ho visto decine di negri seduti sulle spallette del ponte, altri sulle panchine e sacchetti e zaini attaccati penzoloni ai rami. Non tollero che Treviso sia terra d’ occupazione. Un sedere umano su quei muretti non siederà più”.


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