L’università italiana è allo sfascio
Il professore e sociologo Domenico De Masi, in una intervista a ‘La Stampa’ ha commentato i motivi che causano fenomeni di tensione fra gli studenti.
De Masi ha detto: “Il contesto è, a dir poco, catastrofico. Tagli a non finire. C’è un numero enorme di professori, quelli cosiddetti a contratto, che guadagnano millecinquecento euro. Attenzione: non al mese ma all’anno. Le statistiche dicono che dodici mesi dopo la laurea lavora uno su due”.
Una situazione, secondo De Masi, che aggrava le tensioni politiche già esistenti “perchè i rapporti umani, ovviamente in questo quadro si incanagliscono. La spiegazione – ha proseguito il professore – secondo me è semplice: i giovani di destra vedono che un esponente dell’ex Msi è presidente della Camera, un altro è sindaco, uno è appena stato presidente della Regione. E allora, se governano nella società , perchè non nell’università ?”.
Per il sociologo non sono prevedibili contestazioni diffuse come nel ’68 o del ’77. “No per fortuna. Intanto perchè l’estrema sinistra, la naturale antagonista che potrebbe contendere fisicamente gli spazi, è allo sbando completamente”. Inoltre, conclude De Masi, la stragrande maggioranza degli studenti “pensa solo a laurearsi, ai suoi guai, al domani che non c’è. Non trionfa il pensiero unico, ma il pensiero succube”.


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