Lo ‘strano’ sequestro del Rialto a Roma
La polizia ha messo sotto sequestro sabato notte nella Capitale i locali di un notissimo centro sociale.
Un nutrito numero di agenti del commissariato Trevi-Campo Marzio, insieme a personale delle unità cinofile, dei carabinieri, e della polizia municipale sono arrivati verso le 22, mentre moltissimi ragazzi erano all’interno ed all’esterno del centro culturale.
Il Rialto è molto noto nella capitale per essere punto di riferimento per migliaia di giovani. Secondo le dichiarazioni di alcuni presenti le forze dell’ordine erano in tenuta antisommossa, ma avrebbero detto di essere lì per “controlli amministrativi”.
Alcuni testimoni hanno sostenuto che l’atteggiamento degli agenti sarebbe stato “intimidatorio” e che ci sarebbero stati insulti contro gli attivisti del centro sociale, che volevano spiegazioni sul senso del blitz.
Come accade sempre più spesso non si comprendono i termini della vicenda. Per la Questura l’ordine sarebbe arrivato dal Comune di Roma, ma la notizia è stata smentita dalla segreteria del Campidoglio.
Il 14 febbraio 2008, il Questore di Roma emise un’ordinanza di cessazione immediata delle attività dell’Associazione Rialtoccupato per motive di ordine pubblico, e pose i sigilli su una parte degli spazi del centro sociale. L’Associazione che gestiva lo spazio culturale presentò un ricorso il 13 marzo dello stesso anno al Prefetto di Roma per annullare l’ordinanza del Questore.
Il Prefetto il 28 aprile accolse, seppur parzialmente, il ricorso dell’Associazione e dispose la sospensione temporanea delle attività in questione fino aò 14 maggio, incaricando la Questura di Roma della notifica dell’atto. Tuttavia la decisione non fu notificata all’Associazione e neppure dissequestrata l’area sottoposta a chiusura. Solo il 9 Luglio 2008, grazie alla richiesta di accesso agli atti tramite legge 241/90, l’Associazione venne a conoscenza della decisione del Prefetto .
A seguito di quell’episodio i giovwni del Rialto dichiararono: “Speriamo che questa vicenda porti a dare finalmente attuazione alla delibera del Consiglio comunale n.40/2004 e al protocollo d’intesa susseguentemente firmato tra l’Associazione Rialtoccupato e l’Amministrazione Capitolina che prevede il trasferimento delle attività del Rialtosantambrogio presso l’ex autoparco dei Vigili urbani adeguatamente ristrutturato a Porta Portese. Ora sarà compito della nuova Giunta Alemanno dimostrare una reale volontà di dar seguito alle decisioni prese tramite delibere consiliari, senza rimandare ulteriormente gli atti procedurali e gli interventi di ristrutturazione propredeutici allo spostamento delle attività del Rialtosantambrogio, e senza agitare l’ordine pubblico e qualunque altro provvedimento amministrativo al fine di far cessare immediatamente l’esperienza del Rialtosantambrogio che da oltre nove anni sviluppa un centro politico-culturale indipendente, radicato e conosciuto in tutto il mondo”.
Nulla è accaduto da allora, fino al sequestro di sabato scorso.
L’episodio ha suscitato le critiche di chi riconosce al centro Rialto come un luogo di valorizzazione e apertura degli spazi culturali. Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione comunista ha detto: “Massima solidarietà e bisogno di dare una risposta politica forte alla follia securitaria” anche “tornando ad animare strade e piazze della città contro chi al legittimo dissenso contrappone politiche repressive e autoritarie”.
Il segretario del Prc ha aggiunto: “Alle 23 centinaia di poliziotti in assetto antisommossa, vigili urbani e carabinieri hanno sigillato il Rialto con un’azione di polizia ben architettata spacciata per normale controllo amministrativo. Sarebbe meglio che le forze dell’ordine venissero usate per scoprire chi lavora in nero e chi sfrutta i lavoratori in nero e non per reprimere realtà sociali e culturali di alto profilo come il Rialto”. Secondo Ferrero “ciò dimostra la totale incapacità del Campidoglio di affrontare il rapporto con le realtà indipendenti, e la riproposizione dell’uso della forza pubblica come risoluzione delle problematiche sociali. L’obiettivo del governo e del sindaco Alemanno è quello di portare l’attacco alle esperienze di autorganizzazione sociale criminalizzando la pratica dell’occupazione. Esperienze che con l’appropriazione di spazi sociali hanno contribuito a creare quella socialità che si oppone alla desertificazione sociale e culturale a cui Roma sembra destinata. Serve una risposta politica alla follia securitaria, all’intolleranza, al razzismo, al fascismo”.
Maurizio Bartolucci e Francesco Siciliano, responsabili della Cultura rispettivamente del partito democratico di Roma e del Lazio hanno comunicato: “Condanniamo la chiusura del centro sociale Rialto Sant’Ambrogio avvenuto la notte scorsa, con l’apposizione dei sigilli all’attività commerciale, condotta con un dispiegamento di uomini e mezzi tale da sembrare una provocazione. Il clima che si respira a Roma è decisamente pesante ed involuto: si mettono i sigilli e si reprime il libero pensiero. A pochi giorni dai fatti avvenuti all’università , la chiusura del centro sociale Rialto Sant’Ambrogio rappresenta l’ennesimo segnale preoccupante. Il problema degli spazi da destinare all’attività creativa ed artistica dovrebbe diventare centrale nel dibattito cittadino per non assistere ad un decadimento di tutte quelle attività che negli ultimi anni hanno contraddistinto la nostra città nella sua crescita culturale”.


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