Le tante anime di Rifondazione comunista
Si è riunita ”Rifondazione per la sinistra”, la componente del Prc che si richiama a Fausto Bertinotti e che rappresenta il 31 per cento dell’opposizione interna alla maggioranza del segretario Paolo Ferrero.
La corrente ha deciso di lanciare un processo costituente per una federazione di tutta la sinistra e per dar vita ad un movimento politico che costruisca ‘comitati di lotta contro la crisi’.
Sul fronte delle prossime elezioni i bertinottiani vorrebbero aprire le liste ai movimenti no-profit, al volontariato e a tutte le realtà ”impegnate nel sociale contro le logiche dell’economia capitalista”.
Per dare maggiore vigore alla battaglia interna è stato eletto un portavoce nazionale unico. Si tratta di Augusto Rocchi, che in qualche modo rappresenta il ”successore” di Fausto Bertinotti.
”Abbiamo da tempo scelto – ha detto Rocchi – di non lasciare il Prc per continuare dall’interno la nostra battaglia per una grande sinistra unita che accolga tutte le componenti oggi sottoposte ad una sorta di diaspora. Sono convinto che Ferrero non rimarrà insensibile ai nostri propositi”.
Nel corso della riunione, alla quale hanno partecipato circa duecento persone, è stato fatto il punto della situazione dell’area: ”Abbiamo svolto un lavoro politico e organizzativo – ha detto Rocchi – che sta dando grandi risultati”.
I bertinottiani nel Prc sono d’accordo a fare una lista per le europee con il Pdci di Oliviero Diliberto e con la ”sinistra critica” l’altra componente trotskista che ha lasciato il Prc. L’assemblea ha sottolineato che la prospettiva postelettorale deve essere quella della sinistra unita, soprattutto se i risultati elettorali saranno incoraggianti.
Salvatore Bonadonna, un’altro leader della componente ha aggiunto: ”Le ragioni della nostra battaglia all’ultimo congresso non sono esaurite, anzi si sono rafforzate. Lavoreremo per una sinistra ampia senza commettere l’errore fatale di chi ha deciso di lasciare il nostro partito”.
Le frammentazioni nella sinistra marxista crescono ed è difficle che si arrivi ad una proposta politica convincente entro i termini di presentazione delle liste elettoriali.


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