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Le piccole proibizioni quotidiane di Alemanno

Autore: . Data: mercoledì, 11 marzo 2009Commenti (0)

I gestori delle discoteche romane non sono d’accordo con il sindaco di Roma riguardo alla insufficiente sicurezza delle sale da ballo e si oppongono ai provvedimenti ventilati in proposito dal primo cittadino.  Poi ci sono i ‘cornetti’ e i cortei.
cornettoAntonio Flamini, presidente del Sindacato imprenditori sale da ballo (Silb-Fipe) della Confcommercio di Roma ha dicjiarato: “Apprendo dalla stampa che il Sindaco Alemanno intende procedere ad un riordino del settore delle discoteche romane prevedendo tra l’altro l’obbligatorietà di adottare ulteriori sistemi di sicurezza e certificazioni che, seppur condivisibili nella loro finalità, non saranno mai efficaci per raggiungere l’obiettivo di una maggiore sicurezza. I locali da ballo di intrattenimento di Roma si sono da sempre impegnati per offrire un divertimento nella massima sicurezza. Mi sorprende il fatto che venga dichiarato che nuovi obblighi siano stati concordati con le categorie, poichè ad oggi nessun esponente dell’amministrazione ci ha richiesto una valutazione in tal senso”.

Il rappresentante della Silb-Fipe ha aggiunto: “Ferma restando la completa disponibilità della mia organizzazione ad una maggiore riqualificazione del mondo della notte al fine di offrire un divertimento sano e di qualità per i giovani e non solo non posso condividere alcune ipotetiche norme che risulterebbero unicamente vessatorie verso un settore già fortemente regolato, acuendo una crisi già presente ed intaccando così una componente fondamentale della proposta turistica e culturale romana, all’altezza di competere con quella delle altre capitali europee. Resto a disposizione a valutare azioni condivise per le quali sono fin d’ora disponibile a operare i necessari incontri. Solo la concertazione tra l’Amministrazione e le categorie costituisce infatti la strada maestra per soluzioni condivise nell’interesse della cittadinanza ed per evitare malintesi come accaduto sulla vicenda dei “cornetti”.

Flamini si riferiva ad un altro provvedimento della giunta di centro-destra a Roma. Da metà marzo non si potranno comperare cornetti, gelati artigianali o krapfen ed altro dai laboratori artigiani che li producono. All’interno dei locali si potrà continuare a lavorare, ma non si potrà vendere il prodotto. Per i bar, invece, non cambia nulla.

La decisione dovrebbe ‘proteggere’ i residenti dal ‘chiasso’ dei compratori, che però diventano ‘silenziosi’ quando vanno a rifornirsi di dolci altrove.  L’assessore al Commercio, Davide Bordoni, ha spiegato così la decisione: “Per laboratorio artigianale si intende cornettifici, paninerie, panifici, gelaterie, yogurterie, friggitorie, pizze a taglio… L’una di notte ci sembra un orario congruo, che permette di esercitare bene la propria attività e che dovrebbe soddisfare tutti”.  Addio cornetti del pasticciere all’una e cinque.

Sempre ieri Alemanno ha varato una nuova ‘organizzazione’ per ‘disciplinare’ le manifestazioni nella Capitale. Adesso ci sono quattro percorsi predefiniti e cinque piazze per i cortei nel centro di Roma. Questo per evitare disagi agli abitanti, poichè di questi tempi un corteo è considderato ‘intralcio alla circolazione’. A firmare il ‘protocollo’ sono stati il prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, il sindaco, la Provincia di Roma, la Regione Lazio, i sindacati Cgil, Cisl e Uil ed acune forze politiche presenti nelle assemblee elettive degli enti territoriali del Lazio.

Alemanno ha promesso “sarà applicato con rigidità” anche perchè “chi lo ha firmato rappresenta il 95 per ceento delle forze politiche e sindacali e anche chi è fuori dal protocollo si deve attenere ad esso”. La democrazia della maggioranza è un controsenso, perchè quella forma politica esiste per difendere i diritti delle minoranze. Ma la ‘disciplina’, come è noto, non prevede dialogo.

Il nuovo ordine romano.

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