cronaca

I fatti senza distorsioni, opinioni o interpretazioni. Spesso la realtà è differente da come viene raccontata dai media.

esteri

Il mondo è un illustre sconosciuto e il Sud del pianeta è quasi del tutto ignorato. E molte cose sono diverse da come appaiono.

politica

In Italia ormai il Palazzo e la società civile sono pianeti separati. Si deve cercare di restituire ai cittadini trasparenza.

tu inviato

Gli articoli scritti dai cittadini e pubblicati dal nostro giornale. La libera informazione è libertà di espressione.

vivere

Diritti civili, convivenza pacifica, cultura, arte, spettacolo, salute, ambiente, sport, tecnologie, cucina: sono il cuore del millennio.

Home » cronaca, primo piano
Regola la dimensione del carattere: A A

Le Monde: “Papa Benedetto XVI è un irresponsabile”

Autore: . Data: giovedì, 19 marzo 2009Commenti (0)

Le dichiarazioni del pontefice su preservativi e Aids criticate aspramente in Francia, Inghilterra e Germania. In Italia, invece, solo silenzio.
ratzingerNella giornata di ieri solo InviatoSpeciale e pochissimi altri avevano sotolineato la pericolosità delle parole pronunciate da Ratzinger mentre era in viaggio per la sua prima visita pastorale Africa. Il capo della Chiesa cattolica a proposito della Aids aveva detto che “è una tragedia che non si può superare solo con i soldi, non si può superare con la distribuzione di preservativi, che anzi aumentano i problemi”.

Le considerazioni del Papa erano state riportate acriticamente da quasi tutti i media italiani, senza alcun commento. Il portavoce del ministero degli Esteri francese, Eric Chevallier, ha detto: “La Francia esprime fortissima preoccupazione davanti alle conseguenze di queste frasi di Benedetto XVI. Se non spetta a noi dare un giudizio sulla dottrina della Chiesa riteniamo che frasi del genere mettano in pericolo le politiche di sanità pubblica e gli imperativi di protezione della vita umana”.

I ministri della Salute e della Cooperazione economica e sviluppo della Repubblica federale tedesca, Ulla Schmidt e Heidemarie Wieczorek-Zeul, hanno aggiunto in un comunicato che “i preservativi giocano un ruolo decisivo” nella lotta all’Aids. “I preservativi salvano la vita, tanto in Europa quanto in altri continenti – è scritto nel documento – una moderna cooperazione allo sviluppo deve dare ai poveri l’accesso ai mezzi di pianificazione familiare e tra questi rientra in particolare anche l’impiego dei preservativi; tutto il resto sarebbe irresponsabile”.

Ma parole di dissenso nei confronti del pontefice sono venute anche da ambienti religiosi. Il vescovo ausiliario di Amburgo, Hans Jochen Jaschke, ha sostenuto in un articolo per il settimanale Die Zeit: “Chi ha l’Aids, è sessualmente attivo e cerca partner differenti deve proteggere gli altri e se stesso. I preservativi possono proteggere, anche se spesso gli uomini li rifiutano”.

Critiche dalle Ong britanniche. Secondo l’associazione di beneficenza cristiana Christian Aid, le parole del papa rischiano di seminare “confusione in Africa, nei Paesi dove la Chiesa cattolica ha un’influenza importante”.

“Le parole del Papa mandano un messaggio che crea confusione in un luogo come l’Africa, dove la Chiesa cattolica è molto importante. La nostra posizione – continuava l’associazione – è che l’astinenza è una parte importante nell’insieme delle misure, ma che non è l’unico modo per combattere la diffusione del virus dell’Hiv”.

Dello stesso parere Mohga Kamal-Yanni, esperta di Hiv e Aids dell’organizzazione di beneficenza Oxfam, una delle più grandi al mondo: “La disponibilità dei preservativi per combattere l’Hiv è assolutamente cruciale” ha detto la Kamal-Yanni all’agenzia francese, aggiungendo: “Se vogliamo evitare nuovi casi di infezione tra i giovani, dobbiamo aumentare la diffusione dei preservativi”.

Sempre ieri il prestigioso quotidiano francese ‘Le Monde’ ha pubblicato una vighetta prima pagina vignetta-le-mondedel disegnatore satirico Plantuun nella quale un Cristo fa il miracolo della “moltiplicazione dei preservativi”, distribuendone a piene mani, e sorridendo, a una popolazione di africani in attesa. Sulla stessa barca, dietro l’immagine di Gesù, c’era un rassegnato Benedetto XVI che commentava: “buffonate!”. Ancora più dietro, un monsignor Williamson negazionista a tutti i costi anche dell’Aids oltre che delle camere a gas: “…e poi l’Aids non è mai esistito”.

Il giornale francese ha dedicato un editoriale all’argomento nel quale si leggeva: “Nessuno ha mai preteso che il preservativo fosse là soluzione per lottare contro l’Aids. Ma affermare che aggrava la pandemia è gravissimo e irresponsabile”.

Le Monde continuava: “Il suo predecessore Giovanni Paolo II non si era mai spinto così in là”. Queste affermazioni, ha insistito il quotidiano che ha ricordato la politica del Vaticano fin dall’apparizione della malattia, “sono una fuga davanti alla realtà, mentre la schiacciante maggioranza delle organizzazioni umanitarie, comprese quelle cattoliche, che lottano contro l’Aids fanno del preservativo uno degli strumenti privilegiati della prevenzione. Le frasi del papa minano il loro lavoro”.

“Lungi dal far evolvere la posizione della Chiesa – concludeva l’editoriale – il papa la irrigidisce. Questo episodio illustra uno spirito di chiusura che un legittimo attaccamento ai dogmi e alla parola della Chiesa non giustifica. Arriva dopo la revoca della scomunica dei vescovi integralisti e la condanna in Brasile – con l’appoggio del Vaticano – della madre di una bambina che ha abortito dopo essere stata stuprata ed essere stata in pericolo di vita. Cresce, in tanti fedeli di tutto il mondo, l’incomprensione”.

Sempre in Francia moltissime personalità hanno voluto esprimere il proprio dissenso. Per l’ex primo ministro e rappresentante della destra, Alain Juppè, “questo Papa comincia a rappresentare un vero problema”, perchè secondo il politico conservatore vive “in una situazione di totale autismo”.

Marie-George Buffet, segretario del Partito comunista francese, le esternazioni di Ratzinger sono “irresponsabili» e «criminali”. Daniel Cohn-Bendit, ex leader del ’68 ed oggi europarlamentare verde, “di questo Papa se ne ha abbastanza” e le sue idee sui preservativi sono “quasi da omicidio premeditato”. Il professor Michel Kazatchkine, direttore esecutivo del fondo mondiale di lotta all’Aids, la tubercolosi e la malaria, ha chiesto “al Papa di ritirare le sue affermazioni” che ritiene “inaccettabili”.

La levata di scudi contro Benedetto XVI che ha investito mezza Europa è passata come un soffio di brezza in Italia, dove nessuno sembra voler assumere una posizione chiara nei confronti dell’argomento. Il fatto è di particolare gravità perchè l’Aids è una malattia epidemica pericolosissima e nel nostro Paese, anche per l’azione del Vaticano, l’informazione scarseggia.

I sieropositivi che non sanno di esserlo, secondo alcuni dati diffusi nel 2008, potrebbero essere 40mila, un esercito. In un caso su sei sono persone sopra i 40 anni che si infettano con rapporti occasionali non protetti, non fanno il test e finiscono per contagiare i partner.

Mauro Moroni, ordinario di malattie infettive dell’Universitá di Milano, aveva detto in un convegno lo scorso anno: ” Dopo 10 anni sono cambiati i sieropositivi italiani. Dieci anni fa il virus si propagava con lo scambio di siringhe, oggi più del 70 per cento delle donne e oltre il 40 degli uomini si infetta attraverso rapporti sessuali”. La patologia riguardava all’inizio prevalentemente omosessuali, ma adesso colpisce soprattutto persone eterosessuali.

Antonella d’Arminio Monforte, ordinario di malattie infettive dell’Universitá di Milano, ha sostenuto che è cresciuta l’età degli Hiv positivi, mentre “il problema è che oggi il rapporto occasionale non è visto come pericoloso. Il vecchio concetto delle categorie a rischio è crollato. Sempre meno persone fanno il test, e questo perchè non si rendono conto di essere a rischio”.

La colpevolizzazione della sessualità, ispirata dalle gerarchie cattoliche e da forze politiche più interessate ad aver buoni rapporti col Vaticano per motivi elettorali  che alla salute dei cittadini ha fatto si che in Italia si discuta pochissimo di Hiv. Le campagne di sensibilizzazione sono assenti.

Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’Istituto nazionale malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma, ha sotenuto che di Aids “si parla sempre meno. Ma il pericolo non è passato. Ogni giorno 13 persone si infettano con l’Hiv in Italia, episodi prevenibili nel 99 per cento dei casi”.

Sono questi i motivi per i quali le parole del Papa rappresentano una linea di comportamento priva di attenzione verso un problema molto serio. Ma l’atteggiamento del Vaticano in questi ultimi mesi sembra sempre più distante dai pensieri e dalle reali condizioni di vita dei cittadini. Dal caso Englaro al rapporto con la ricerca scientifica, dagli studi sulle cellule staminali ai test prenatali.

Le convinzioni religiose non possono e debbono essere mai poste in discussione, poichè un cittadino ha diritto di credere o pensare quello che vuole, ma quando diventano un pericolo per la collettività, come è nel caso delle esternazioni del pontefice sull’uso dei profilattici, è compito delle istituzioni e dei media informare correttamente l’opinione pubblica.

Infine anche in Vaticano potrebbe esserci imbarazzo. La trascrizione ufficiale diffusa delle parole del Papa è “….direi che non si può superare questo problema dell’Aids solo con slogan pubblicitari. Se non c’è l’anima, se gli africani non si aiutano, non si può risolvere il flagello con la distribuzione di profilattici: al contrario, il rischio è di aumentare il problema”.

Il discorso registrato dai giornalisti, ovvero quello che il pontefice ha realmente detto è “…direi che non si può superare questo problema dell’Aids solo con i soldi, che sono necessari, ma se non c’è l’anima che sa applicarli, non aiutano. Non si può superare con la distribuzione di preservativi che, al contrario, aumentano il problema”.

Nessuno deve essere escluso dal diritto di critica, neppure il Papa. Perchè questa è la democrazia.

Stampa articolo (o crea PDF)
Fai una donazione a InviatoSpeciale
Condividi o invia per e-mail


Informativa

Lascia un commento

Usa il modulo sottostante per commentare. Se sei già registrato, effettua il log-in. Puoi anche abbonarti ai commenti di questo articolo via RSS.

Tag HTML consentiti:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

InviatoSpeciale è un quotidiano on line di Informazione, Politica e Cultura, pubblicato dall'Associazione Onlus The GlobalvillageVoice,
registrato al Tribunale di Bari, numero 1273, del 24 aprile 2008