Le carceri siciliane sono a pezzi
Il fatto è emerso dopo una ispezione effettuata megli istituti penitenziari.
Il garante dei diritti dei detenuti della Sicilia e senatore del Pdl Salvo Fleres, ha accompagnato il garante dei diritti dei detenuti, Pietro Marcenaro, in un sopralluogo presso tre penitenziari dell’Isola: l’Ucciardone di Palermo, la casa di reclusione di Favignana e il carcere di Piazza Lanza a Catania.
Nel corso della visita, i due parlamentari hanno riscontrato i gravi problemi infrastrutturali, organizzativi e di sovraffollamento più volte segnalati, accertando condizioni di vita assai disagiate e significative carenze di personale.
In particolare, all’Ucciardone di Palermo, oltre a quei fatto di criticità, è stata segnalata la scarsa presenza di attività rieducative, “circostanza questa che rende difficile ogni azione di recupero e reinserimento sociale”.
La situazione di Favignana, secondo i due parlamentari, costituisce un esempio “di come non debba essere un carcere in una società civile”. Le celle si trovano sette metri sotto il livello del mare, sono umide, prendono luce solo dalla porta, non dispongono di finestre e l’attività della Magistratura di sorveglianza appare “del tutto insufficiente e approssimativa, soprattutto per quanto attiene al trattamento degli internati, nei confronti dei quali si opera alla stessa stregua dei detenuti, privando gli stessi di attività lavorative adeguate”.
Drammatica è la situazione di Catania dove, nonostante i lavori di ristrutturazione, puntualmente eseguiti dalla direzione, nelle celle vivono fino a 13 reclusi, “alcuni costretti a dormire per terra per mancanza di adeguati spazi”.
“E’ urgente – ha detto Fleres alla fine delle ispezioni – che si dia rapida attuazione alla recenti disposizioni varate dal Parlamento in materia di edilizia penitenziaria, così come è urgente che la Regione siciliana recepisca le norme in materia di sanità carceraria, al fine di evitare il pericolo della sospensione delle cure mediche. Solleciterò il ministro Alfano perchè ponga fine a questa disumana situazione e vari rapidamente sia una adeguato piano di edilizia penitenziaria, sia un piano straordinario per il lavoro in carcere ripristinando, inoltre, i fondi necessari ad adeguare gli organici del personale e le varie forme di assistenza”.


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