L’Arci contro la soglia del 30 per cento della Gelmini
Filippo Miraglia, responsabile immigrazione dell’ Arci, ha criticato il ministro.
Sulla proposta di prevedere non più del 30 per cento delle presenze in classe per i bambini stranieri il responsabile dell’Arci ha detto: “Il ministro Gelmini non se ne fa proprio una ragione! Che i figli degli stranieri possano frequentare, come hanno fatto finora, le scuole patrie non le va giu”.
Il responsable dell’Arci ha aggiunto: “La proposta non solo è irricevibile dal punto di vista del diritto universale all’istruzione sancito dalla Costituzione e dalle convenzioni internazionali, ma è pure impraticabile. Chi decide come e dove ‘deportarè gli ‘eccedentì, il cui allontanamento sarebbe compensato dallo spostamento di alunni italiani presi da altri istituti, garantendone il trasporto da un istituto all’altro, da un quartiere all’altro”.
È una “follia, che costerebbe fra l’altro un mucchio di soldi ai comuni. Quel che conta è fare un pò di demagogia”. Altra questione riguarda la possibilità per gli insegnanti, (per estensione del principio affermato per i medici nel provvedimento sulla sicurezza) di denunciare gli irregolari. “Gli insegnanti – ha proseguito Miraglia – hanno fatto sapere che questa ‘possibilità -dovere’ si scontra con il diritto all’ istruzione e al benessere psicofisico del minore che va sempre anteposto a qualsiasi considerazione di carattere giuridico. Invitano pertanto a mobilitarsi e ad esporre cartelli multilingue con la scritta la scuola non denuncia’.


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