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La vendite in rete e la barriera della lingua

Autore: . Data: venerdì, 6 marzo 2009Commenti (0)

Un rapporto della Commissione Ue ha descritto i comportamenti dei consumatori europei in internet. Come al solito gli italiani sono tra gli ultimi.

internetI cittadini acquistano di più on line, ma solo da rivenditori del loro stesso Paese. Hanno superato la paura di utilizzare la carta di credito, ma non hanno migliorato la propria conoscenza dell’inglese e delle altre lingue straniere.

Per la Commissione la barriera linguistica è l’ostacolo più grande allo sviluppo del mercato elettronico. In generale, le vendite on line in Europa crescono, anche nei Paesi finora più restii come Italia e Spagna, ma ad aumentare sono solo le vendite all’interno dei Paesi e non quelle transnazionali.

Nel rapporto di Bruxelles si legge: ”Il commercio on line in Europa è in aumento, ma cresce il divario tra e-commerce domestico e quello transnazionale”. Secondo i dati, dal 2006 al 2008 gli europei che hanno acquistato almeno una volta su internet sono saliti dal 27 per cento al 33, mentre gli acquisti transnazionali sono rimasti praticamente stabili, aumentando di un solo punto dal 6 per cento al 7.

I Paesi dove si compra di più sono tutti al Nord: in Danimarca, Svezia e Finlandia il 91 per cento dei cittadini fa spese quotidianamente in rete, nel Regno Unito il 57, in Germania il 53, in Francia il 47. A testimoniare uno dei tanti ritardi italiani anche l’abitudine dei consumatori ad utilizzare la rete, appena l’11 per cento.

E non sono gli esperti di informatica ad acquistare con un click, perchè i prodotti di computeristica sono solo al settimo posto tra le merci acquistate. Al primo posto ci sono invece vacanze, prenotazioni di alberghi e biglietti aerei, al secondo abiti sportivi, seguiti da libri, dvd e mobili.

Anche gli alimenti sono un bene sempre più presente nei carrelli virtuali, dal 2002 al 2007 la loro vendita è aumentata del 5 per cento. Ma per poter sfruttare al meglio il potenziale del più grande mercato unico del mondo, Bruxelles invita ad abbattere le barriere.

Prima fra tutte, quella linguistica: ”Resta l’impedimento maggiore, il mercato Ue è ancora frammentato e gli europei sono abituati ad acquistare a casa loro, nella propria lingua, fedeli al marketing nazionale a cui sono stati abituati”, si legge nel rapporto Ue.

I commercianti dovrebbero perciò almeno fornire un sito in diverse lingue, per mettere a proprio agio gli utenti e assicurarsi la loro fiducia. Anche l’assistenza per i consumatori dovrebbe essere garantita in più lingue. Per invogliare all’acquisto, Bruxelles consiglia inoltre di migliorare la logistica, perchè ”le consegne da un Paese all’altro sono complicate e costose”.

Guardare dunque ai nuovi sistemi di consegna, come quelli che prevedono il deposito della merce in punti di raccolta fissi per ogni Paese, che riducono la possibilità di perdere i pacchi.

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